I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Sarajevo. Undici ufficiali ed osservatori militari delle Nazioni Unite sono riusciti a raggiungere l'enclave musulmana di Goradze, nella Bosnia orientale, dopo essere stati bloccati ieri all'esterno della citta' dai miliziani serbi. Con il loro arrivo, sale a quindici il numero dei rappresentanti dell'Onu presenti a Goradze. I miliziani serbi che accerchiano la citta' hanno intanto sospeso la loro offensiva: secondo quanto riferito dall'emittente radiofonica musulmana, questa mattina sarebbero state sparate solo poche granate.

Zagabria. Le autorita' croate stanno procedendo al rimpatrio dei profughi bosniaci provenienti da Mostar. A renderlo noto e' stato oggi a Zagabria l'Ufficio statale per i Rifugiati, precisando che la misura e' stata adottata in seguito all'armistizio raggiunto tra croati e musulmani della regione, che ha ''fatto cadere'' le questioni di sicurezza per i profughi. Malati, feriti e quanti hanno perso le loro abitazioni a causa dei combattimenti non saranno compresi nella misura. Le autorita' croate non hanno menzionato il numero dei rifugiati che potranno rimanere nella repubblica. Si ritiene che in totale siano circa 15 mila i rifugiati in Croazia provenienti da Mostar.

Varsavia. La Polonia e' pronta a chiedere formalmente l'ammissione a pieno titolo all'Unione Europea: con una risoluzione favorevole, il Parlamento polacco ha sciolto le riserve di Varsavia sulla sua adesione all'Ue. Domani, il ministro degli esteri polacco, Andrej Olechovski si rechera' ad Atene per presentare ufficialmente la richiesta alla presidenza di turno dell'Unione. ''Il cammino per l'Europa sara' difficile e incerto'', ha dichiarato Olechovski di fronte al parlamento, prevedendo che l'entrata della Polonia nell'Ue non si verifichera' prima del 2000.

Johannesburg. Non accenna a placarsi la violenza politica in Sudafrica alla vigilia dell' ''incontro dell'ultima speranza'' di domani a Pretoria tra il presidente Frederik De Klerk, il leader dell'African national congress Nelson Mandela, il re zulu Goodwill Zwelithini ed il leader dei nazionalisti zulu dell'Inkatha freedom party Mangosuthu Buthelezi. Almeno altre 20 persone sono rimaste uccise nelle ultime ore negli insediamenti neri del Natal, regione orientale a maggioranza zulu epicentro del conflitto tra l'Anc e l'Ifp.

Hong Kong. Rivolta nel centro di detenzione Whitehead di Hong Kong dove 1.500 boat people vietnamiti si sono ribellati al trasferimento in un altro centro. Circa 400 profughi si sono arrampicati sul tetto delle capanne minacciando di appiccare il fuoco. La polizia, dopo aver sparato diversi candelotti di gas lacrimogeno, e' riuscita a riprendere il controllo della situazione e circa un terzo dei 1.500 vietnamiti sono poi stati trasferiti. La polizia ha anche sequestrato numerose armi fatte in casa. I centri di Hong Kong ospitano circa 26mila ''boat people'' vietnamiti che da tempo protestano contro il rimpatrio previsto entro il 1995, deciso a febbraio dall'Alto commissariato per i rifugiati.

Phnom Penh. La notizia che il ritorno in patria del sovrano cambogiano Norodom Siahnouk, 70 anni, si svolgera' domani senza cerimonie ufficiali e in assenza di giornalisti ha sollevato qualche dubbio sul suo reale stato di salute. Sihanouk, personaggio chiave del processo di ricostruzione in Cambogia, e' stato sei mesi in Cina per un trattamento chemioterapico in seguito ad un'operazione per un cancro alla prostata. Secondo alcuni diplomatici che lo hanno incontrato, il re ha perso molti capelli e si sta riprendendo. L'arrivo di Sihanouk e' molto atteso in Cambogia: il sovrano cerchera' infatti di mediare fra il governo retto dal figlio Rannariddh e dall'ex comunista Hun Sen e i Khmer Rossi per riaprire il dialogo fra le due parti e mettere fine alla guerra civile nel nord est del Paese. (segue)

(Dis/Zn/Adnkronos)