MATTEOTTI: UN DOSSIER RIAPRE IL CASO A 70 ANNI DALLA MORTE
MATTEOTTI: UN DOSSIER RIAPRE IL CASO A 70 ANNI DALLA MORTE
MUSSOLINI ORDINO' SEQUESTRO E INCATENAMENTO PUBBLICO

Roma, 11 apr. (Adnkronos) - Nuove ipotesi e documenti riaprono il caso Matteotti a 70 anni esatti dalla morte. Mussolini non fu il mandante dell'omicidio del deputato socialista ma ne ordino' il suo rapimento per fini punitivi (forse lo si voleva incatenare pubblicamente), che si concluse, inaspettatamente per lui, con l'assassinio. E' questa la conclusione a cui giunge ''Il dossier Matteotti'' (Ugo Mursia editore) scritto da Emidio Orlando, un avvocato di Chieti, la citta' nella quale nel '26 si svolse il giudizio della Corte d'Assise. Le novita' emergono dalle minuziose ricostruzioni delle istruttorie e dei processi contro i vari responsabili della morte dell'onorevole Giacomo Matteotti, nominato nell'ottobre del '22 segretario del partito socialista unitario.

Il dossier smonta una ad una le ipotesi finora avanzate per spiegare i motivi per i quali Matteotti venne sequestrato il 10 giugno 1924 e ritrovato cadavere nel bosco di Quartarella, a nord di Roma, il 16 agosto dello stesso anno. Nel corso degli anni sono state riproposte due soluzioni principali, sia pure con alcune varianti: la matrice politica (la piu' accreditata dagli storici) e quella affaristica legata ad una storia di bische e petroli di cui l'esponente socialista avrebbe conosciuto i misteriosi risvolti entrando addirittura in possesso di scottanti documenti. (segue)

(Pam/Bb/Adnkronos)