CINA: GIUSTIZIATO IMPRENDITORE CORROTTO
CINA: GIUSTIZIATO IMPRENDITORE CORROTTO

Pechino, 11 apr. (Adnkronos/Dpa)- L'imprenditore cinese Shen Taifu, 39 anni, e' stato giustiziato a Pechino dopo essersi visto confermare dalla Corte suprema del popolo la condanna a morte emessa nei suoi confronti per corruzione e frode. Shen, presidente della societa' di elettronica pechinese ''Changcheng'' (Grande Muraglia), era stato condannato per aver frodato ad oltre 100mila risparmiatori un miliardo di yuan (circa 200 miliardi di lire) promettendo rendimenti superiori al 20 per cento sulle azioni della sua societa'.

L'emissione delle azioni della ''Changcheng'' -congelate l'anno scorso dalle autorita' di Pechino- era stata approvata dall'allora viceministro della Commissione statale per la Scienza e la Tecnologia, Li Xiaoshi, 53 anni, leggerezza per la quale il funzionario comunista e' stato condannato a 20 anni per i reati di frode e corruzione. Appena l'anno scorso, le azioni della ''Grande Muraglia'' venivano definite un ''ottimo investimento'' dal Quotidiano del Popolo. La moglie di Shen, Sun Jihong, 40enne responsabile della contabilita' della ''Chengchang'', e' stata condannata a 15 anni per aver pagato 255mila yuan di mazzette all'ex viceministro Li (72mila yuan) e ad altri undici funzionari governativi detenuti in attesa del processo.

La notizia dell'esecuzione di Sheng, avvenuta con lo sbrigativo metodo del colpo di pistola, e' coincisa con la denuncia sulle pagine del settimanale ''Xiaofei Shibao'' del coinvolgimento degli organi di Governo in operazioni di contrabbando di automobili, sigarette e prodotti elettronici. Nei primi sei mesi del 1992 il valore dei beni oggetto del ''contrabbando di Stato'' sarebbe stato di 2,7 miliardi di yuan, superiore al totale di tutto il 1991.

(Lun/Bb/Adnkronos)