SUDAFRICA: 55O MORTI AMMAZZATI A MARZO
SUDAFRICA: 55O MORTI AMMAZZATI A MARZO

Johannesburg, 11 apr. (Adnkronos/Xinhua/Dpa)- E' di 552 morti il bilancio della violenza politica che ha colpito il Sudafrica questo scorso marzo, l'ultimo mese pieno di campagna elettorale prima delle costituenti dei prossimi 26, 27 e 28 aprile, le prime elezioni democratiche aperte alla maggioranza nera nella storia sudafricana. Lo ha denunciato a Johannesburg la Commissione sudafricana per i diritti umani (Hrc), organismo vicino all'''African national congress'' (Anc) del leader antiapartheid Nelson Mandela, rilevando che il bilancio -55 morti negli insediamenti neri attorno a Johannesburg, 120 nelle rivolte carcerarie e 331 nella provincia orientale a maggioranza zulu del Natal- non tiene in conto gli oltre cento morti dei disordini avvenuti all'inizio del mese nel Bophuthatswana, ex pseudostato tribale settentrionale che ha ora perso l'''indipendenza'' concessagli da Pretoria nel 1977.

Le vittime degli episodi di violenza politica verificatisi in Sudafrica dalla convocazione delle elezioni nel luglio del 1993 sono 4.200, perlopiu' imputabili al conflitto in atto dal 1984 tra l'Anc ed i nazionalisti zulu dell'''Inkatha'' di Mangosuthu Buthelezi, una guerra civile costata 15mila morti in quattro anni. Il governo bianco riformista del presidente Frederik De Klerk ha imposto il primo aprile lo stato di emergenza nel Natal e nel KwaZulu, regione autonoma governata da Buthelezi, in reazione alla proclamazione del ''regno indipendente'' del KwaZulu/Natal fatta a fine marzo dal re zulu Goodwill Zwelithini. Nei prossimi giorni, il Consiglio esecutivo di transizione (Tec), l'organismo multirazziale dominato dall'Anc che affianca il governo di Pretoria, dovrebbe ordinare l'arresto di numerosi esponenti del KwaZulu e dell'''Inkatha''.

(Lun/Bb/Adnkronos)