CONCERTO PINK FLOYD: SEDUTI O RIMBORSATI, SCOPPIA LA POLEMICA
CONCERTO PINK FLOYD: SEDUTI O RIMBORSATI, SCOPPIA LA POLEMICA

Roma, 12 mag. (Adnkronos) - In trentamila, tutti in piedi, a vedere i Pink Floyd a Cinecitta'. Ma scoppia la polemica: ''La decisione di non prevedere un certo numero di posti a sedere per un concerto del genere e' molto scorretta'', tuona Emanuele Picari dell'Unione consumatori. Nei giorni scorsi gli organizzatori della tournee italiana, la FranTomasi, hanno annunciato, assieme all'assessore al comune di Roma e ai responsabili di Cinecitta', che il concerto della band britannica era stato spostato da Tor di Valle a Cinecitta'. 30-35 mila posti, tutti in piedi, con l'esclusione di una ''tribunetta riparata da 1.500 posti per vip e giornalisti''. I biglietti, gia' venduti per l'impianto di Tor di Valle a cinquantamila lire (piu' diritti di prevendita), restano validi per Cinecitta'.

Contro la decisione di stipare in piedi 30mila persone insorgono le associazioni di consumatori e utenti: ''E' incredibile -aggiungono ancora i consumatori - chi acquista un biglietto deve sapere a cosa va incontro''. Durissimo il commento del professor Ugo Ruffolo, ombudsman e ''Robin Hood'' dei cittadini: ''Quella vendita di biglietti e' scorretta per vari motivi -spiega Ruffolo- nello standard dei concerti si intende che ci sia un minimo di posti a sedere. Se cio' non accade, gli organizzatori sono obbligati a specificarlo nel tagliando''.

''Secondo il diritto penale -spiega Ruffolo- se si vende qualcosa senza specificare, si intende nelle condizioni normali. E' normale che a uno spettacolo cinematografico si assista seduti, cosi' come in una stanza d'albergo ci si aspetta di trovarci un letto e non solo una poltrona. Lo stesso vale per i concerti rock: gli organizzatori vendono biglietti senza specificare l'anomalia. L'acquisto del biglietto di un concerto implica varie scelte, tra cui anche quella di decidere se star comodi o meno: se non sono previsti posti a sedere gli organizzatori avrebbero dovuto specificarlo sui biglietti. E comunque gli spettatori che hanno acquistato il biglietto per un concerto a Tor Di Valle hanno diritto a chiedere il rimborso perche' gli organizzatori non possono unilateralmente spostare un concerto da un luogo a un altro''. (segue)

(Mag/Gs/Adnkronos)