I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (3): L'INTERNO
I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (3): L'INTERNO

Asti. E' morto nella sua abitazione l'ex presidente del Consiglio Giovanni Goria. Aveva 51 anni. Goria, tra i piu' importanti esponenti della Democrazia Cristiana, soffriva da tempo di un male incurabile. Nato ad Asti il 30 luglio 1943, sposato con due figli, laureato in economia e commercio, Goria e' stato il piu' giovane ministro del Tesoro e poi il piu' giovane capo di governo italiano. Nel corso della sua carriera politica ha ricoperto anche gli incarichi di ministro dell'Agricoltura e delle Finanze. Un messaggio di cordoglio e' stato inviato alla vedova Goria dal presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, che ha ricordato ''il generoso appassionato e lungo impegno politico di Giovanni Goria''.

Palermo. Per garantire che le dichiarazioni dei pentiti siano sempre piu' attendibili occorre, attraverso una revisione della legge, ''sterilizzare la collaborazione''. Lo ha affermato il ministro di Grazia e Giustizia, Alfredo Biondi, intervenendo al convegno, organizzato dalla Fondazione ''Giovanni e Francesca Falcone'' sui collaboratori di giustizia che si tiene da stamattina presso il palazzo dei Normanni a Palermo. Per Biondi ''si tratta di trovare un punto di equilibrio tra sicurezza dei pentiti e continuita' della lotta contro il crimine organizzato. Attraverso quest'arma che appare indispensabile per minare dall'interno le organizzazioni criminali -ha spiegato Biondi- occorre assicurare anche la necessaria garanzia per i cittadini che non devono essere messi in pericolo nei loro diritti di liberta' fondamentali''.

Roma. ''Non era certo mia intenzione, per il rispetto che ho per i dipendenti dello Stato, dar mano a far punire due poveri cristi, che hanno obbedito a degli ordini o sono rimasti vittime di un clima e di un costume che ha ben piu' alti responsabili, diretti ed indiretti, ne' tanto meno era mia intenzione dar alibi alla italica pratica delle ''severe inchieste'''. Con queste parole il senatore Francesco Cossiga e' tornato oggi sulla vicenda della sospensione dei due agenti del Sisde e sul capo degli 007 Salazar. ''Quel che volevo lo ho gia' ottenuto: -ha detto l'ex capo dello Stato- denunziare la pericolosita' di un servizio inutile, gia' (o ancora) covo di ladri, protettori di ladri, ed ora ancora di sbirri volgari, di sciocchi servitori, o di autentici imbecilli, salvo un nucleo di funzionari ed ufficiali corretti e capaci da tempo isolati ed emarginati''. (segue)

(Dis/Pan/Adnkronos)