I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Kigali. Bombardato il quartier generale delle Nazioni Unite nella capitale ruandese. Quattro colpi di mortaio hanno centrato la sede dell'Onu. Non vi sono vittime. ''O era un attacco da dilettanti, oppure non hanno aggiustato il tiro o ancora ci stanno sottoponendo deliberatamente ad un fuoco di sbarramento'', ha dichiarato il capo della missione Onu in Ruanda, Romeo Dallaire.

Sarajevo. Se entro quattro mesi i serbi separatisti della Krajina non si reintegreranno alla Croazia il governo di Zagabria usera' ogni mezzo necessario per liberare questo territorio. E' questo, in sintesi, l'ultimatum dato dal presidente croato Tudjiman ai dissidenti. ''I separatisti vogliono annettere la Krajina alla 'Grande Serbia', ma questo non accadra' mai'', ha dichiarato Tudjiman.

Vienna. Una nuova missione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) partira' domani dalla capitale austriaca alla volta della Corea del Nord per discutere della questione del reattore nucleare di Yongbyon. Un accordo e' stato raggiunto in questo senso tra l'Aiea e il governo di Pyongyang, che ha accettato questo nuovo controllo. Il gruppo di esperti giungera' in Nordcorea martedi' prossimo.

Tirana. E' iniziato il processo contro l'ex leader comunista albanese, Ramiz Alia, accusato di abuso di potere, appropriazione indebita di fondi pubblici e violazione dei diritti dell'uomo. Insieme all'ex capo dello Stato, sono comparsi questa mattina dinanzi alla corte nove ex funzionari del governo ed alti ufficiali, tra cui l'ex primo ministro, Adil Carcani, l'ex ministro dell'Interno, Hekuran Isai, ed alcuni dei capi della famigerata polizia segreta di Tirana. Arrestato nel 1993 anche con l'accusa di complicita' nell'uccisione di numerosi profughi che tentavano di varcare il confine albanese, Alia, stretto collaboratore dell'ex dittatore e fondatore del Partito comunista albanese, Enver Hoxha, venne eletto capo dello Stato nel 1982.

Nairobi. Dopo cinque giorni di infruttuosi incontri, sono stati sospesi fino al 18 luglio i colloqui di pace sudanesi tra il governo militar-islamico di Khartoum e le due fazioni rivali della guerriglia cristiano-animista. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri kenyota, Stephen Kalonzo Musyoka, riconoscendo che le parti non si sono avvicinate nonostante la mediazione dell'organizzazione regionale Igadd, l'Autorita' intergovernativa per la siccita' e lo sviluppo. Per un funzionario delle Nazioni Unite presente ai colloqui, gli incontri di Nairobi sarebbero stati una vera e propria ''perdita di tempo''. (segue)

(Dis/Bb/Adnkronos)