AIDS: LA CONSULTA - SI' A TEST PER LAVORATORI (3)
AIDS: LA CONSULTA - SI' A TEST PER LAVORATORI (3)

(Adnkronos) - Il legislatore ha anche riconosciuto l'esistenza di rischi di diffusione della malattia connessi allo svolgimento di determinati servizi, prevedendo, per il personale appartenente alle forze di polizia, che chi si rifiuta di sottoporsi ai necessari accertamenti o chi, sulla base di essi, risulta essere sieropositivo, non viene adibito a tali servizi. Stessa esigenza di tutela della salute dei terzi ricorre in altri settori, quale quello dell'assistenza e cura diretta alla persona. Anche in questi casi gli accertamenti clinici, comunque non coercibili, tendenti a verificare se il soggetto e' sieropositivo all'infezione da Hiv sono da consideare il presupposto o la condizione per l'espletamento di quelle specifiche attivita'.

Non sono consentiti ''controlli sanitari indiscriminati, di massa o per categorie di soggetti''. Gli accertamenti devono infatti essere ''circoscritti sia nella determinazione di coloro che vi possono essere tenuti, costituendo un onere per svolgere una determinata attivita', sia nel contenuto degli esami, funzionalmente collegati all'accertamento dell'idoneita' all'espletamento di quelle specifiche attivita' e riservati a chi ad esse e', o intende essere, addetto''.

Gli accertamenti devono essere effettuati con modalita' tali da garantire l'assoluta riservatezza dell'interessato, perche' i trattamenti sanitari ''trovano un limite non valicabile nel rispetto della dignita' della persona che vi puo' essere sottoposta'' e quindi esigono che sia contrastato qualsiasi ''rischio di emarginazione nella vita lavorativa e di relazione''.

(Ria/Gs/Adnkronos)