CLINTON: A NETTUNO ANCORA INCOMBE UNA POLEMICA
CLINTON: A NETTUNO ANCORA INCOMBE UNA POLEMICA

Roma, 2 giu. (Adnkronos/Shn) - Sulle 7.862 croci bianchissime che si stagliano sul verde incredibile dei prati, nel cimitero di guerra americano a Nettuno, incombe ancora una polemica, dopo piu' di 50 anni dallo sbarco alleato ad Anzio. Qualche storico ancora oggi nutre dei dubbi, e dice che il merito fu tutto dei tedeschi rapidi nel raggrupparsi per fronteggiare l'avanzata alleata verso Roma. Ma la verita' sullo sbarco di Anzio, tuttora una pagina molto controversa della Seconda guerra mondiale, a 50 anni da quell'alba del 22 gennaio, e' ormai appurata: ed e' esattamente come la dipinse in quei giorni fin dal primo mattino nel servizio dalla spiaggia Ernie Pyle, il corrispondente di guerra della catena americana Scripps Howard, uno dei piu' famosi giornalisti di guerra americani.

Dello sbarco di Anzio, tanto importante che il presidente Bill Clinton ha deciso di commemorarne i caduti prima di recarsi in Normandia per l'altro sbarco alleato che fu poi vitale per la conclusione della guerra, Pyle scrisse subito che ando' relativamente liscio, con i nazisti colti di sorpresa dalla Terza divisione di fanteria americana e dalla prima divisione del VI Corpo d'armata britannico. La cosa - scrisse nelle sue corrispondenze per la catena di giornali Scripps Howard - rese ancor piu' incomprensibile le titubanze del generale Lucas. Questi, invece di puntare dritto su Roma, preferi' attestarsi con incredibile lentezza, permettendo ai tedeschi di raggrupparsi, mobilitare le divisioni di riserva, e andare a fermarlo, costringendolo ad un'attesa di mesi prima di arrivare a Roma e liberarla. I morti dello sbarco vero e proprio furono pochissimi: la maggior parte di quelle 7.862 croci americane al cimitero di Nettuno le crearono i furiosi combattimenti dei giorni successivi, con i tedeschi accorsi in forze a fermare l'avanzata.

(Cab/Zn/Adnkronos)