CUBA: APPELLO AL PAPA DALL'AMBASCIATA OCCUPATA
CUBA: APPELLO AL PAPA DALL'AMBASCIATA OCCUPATA

L'Avana, 2 giu (Adnkronos/Dpa)- I 124 occupanti dell'ambasciata del Belgio all'Avana lanciano un drammatico appello a Papa Giovanni Paolo II. ''Siamo pronti a tutto, anche se per ottenere l'asilo politico dovessimo scontare un ergastolo in questo posto o perdere la vita -recita il testo dell'appello al Papa uscito clandestinamente dalla sede diplomatica, appello firmato dalla ''Unione dei cubani per la liberta''' guidata dall'occupante Sergio Aguilar Cruz, e da 93 firme autografe e due croci- confermiamo la decisione di rimanere in questo luogo tutto il tempo necessario per poter uscire dal Paese''. La residenza dell'ambasciatore belga Paul Vermeirsch nel quartiere residenziale Miramar dell'Avana e' presidiata da agenti della polizia e della ''Seguridad del Estado'' dall'invasione di sabato scorso. Si tratta della piu' massiccia occupazione registrata in una sede diplomatica a Cuba dall'assalto dato da 10mila cubani all'ambasciata del Peru' nell'aprile del 1980, evento scatenante dell'esodo negli Stati Uniti dei 127mila ''marielitos'' partiti con il placet di Fidel Castro dal porto di Mariel, 75 chilometri ad ovest della capitale.

Bruxelles ha mandato a Cuba un inviato speciale, l'ambasciatore Willy Verriest, che ha avuto un colloquio con il ministro degli Esteri facente funzioni Isabel Allende (il capo della diplomazia castrista, Roberto Robaina, si trova all'estero). L'Avana ha confermato che non verranno adottate misure di ritorsione contro gli occupanti che lasceranno l'ambasciata. Finora, pero', le garanzie dell'Avana hanno convinto un singolo occupante, e probabilmente si tratta del latore dell'appello clandestino al pontefice.

(Lun/Pe/Adnkronos)