TEATRO: ''CRITICI INCOMPETENTI'', ATTORI E REGISTI ACCUSANO
TEATRO: ''CRITICI INCOMPETENTI'', ATTORI E REGISTI ACCUSANO

Roma, 2 giu. (Adnkronos) - Il teatro si scaglia contro i critici. La protesta proviene da attori, registi, giovani e meno giovani: tutti stufi di dover fare i conti con critici che, per la maggior parte dei casi, vengono definiti ''pigri, incompetenti e poco onesti''. Il grido di allarme e' stato lanciato da una compagnia di giovani attori in scena in questi giorni al teatro ''Tordinona'' di Roma con lo spettacolo ''Carne di struzzo'': ''Abbiamo fatto registrare il tutto esaurito per tutte le rappresentazioni -spiega amareggiato il regista della piece, Adriano Vianello-. Abbiamo dovuto persino prorogare le repliche. Malgrado questo, nessun critico, neppure uno, e' venuto a vedere il nostro spettacolo, malgrado li avessimo invitati tutti. E' un'ingiustizia. Come riusciremo noi giovani a venir fuori se la critica ci ignora in modo cosi' pregiudiziale?''.

Il grido di protesta viene prontamente raccolto da autorevoli rappresentanti del teatro italiano: ''La critica teatrale italiana si comporta male con tutti, giovani e vecchi -spiega Luigi De Filippo- Io stesso ho dovuto fare spesso i conti con le loro piccinerie. La maggior parte dei critici vuole essere incensata perche' hanno la loro piccola poltrona di potere: si avvalgono della loro possibilita' di mortificare delle persone, non andando neanche a vedere gli spettacoli. Eppure sono pagati per questo, andare a teatro e' un loro preciso dovere. Ai giovani -continua De Filippo- posso solo consigliare di portare pazienza, molta pazienza. Mio padre Peppino e Toto' furono per anni snobbati dalla critica. Purtroppo -aggiunge con amarezza l'attore napoletano- ora la situazione e' anche peggiorata''.

''I grandi teatri monopolizzano la critica al cento per cento -sbotta Sergio Ammirata, attore, regista e direttore artistico della compagnia 'La Plautina'- Agli altri non restano che le briciole. Io sono arrivato al punto di consigliare ai giovani di cercarsi un padrino: e' triste, ma e' l'unica strada per cercare di farsi conoscere. Se non si ha un padrino non si riescono a scavalcare gli ostacoli. Ci sono persone senza talento che fanno teatro e vengono sopravvalutate: l'unica motivazione e' che hanno un buon padrino tra i critici. Una situazione che fa rabbrividire''. (segue)

(Mag/Zn/Adnkronos)