MANI PULITE: IL PUNTO DELLE INDAGINI
MANI PULITE: IL PUNTO DELLE INDAGINI

Milano, 29 giu. (Adnkronos) - Al quarto piano del palazzo di Giustizia i riflettori sono sempre accesi su Giancarlo Rossi, il borsista dalle mille amicizie al centro dell'interesse di piu' Procure, italiane ed estere. Dopo l'interrogatorio di lunedi', sostenuto con gli inquirenti romani interessati ad Acea, da un paio di giorni Rossi deve vedersela con Antonio Di Pietro. Ancora nel tardo pomeriggio di oggi il pubblico ministero si e' presentato a San Vittore per un nuovo colloquio con l'agente di cambio. Un interrogatorio a sorpresa, cosi' come era avvenuto ieri sera quando Rossi, dopo aver cominciato il lavoro di identificazione e di riordino di tabulati con gli agenti che collaborano con Di Pietro, si e' visto arrivare proprio il magistrato.

Difficile capire quale atteggiamento stia in realta' tenendo il professionista. Ufficialmente si dice disponibile a collaborare. E qualche informazione legata al conto corrente FF2927 l'ha gia' data. Ma fino a che punto? Lo stesso Di Pietro non puo' scordare il muro contro il quale si era scontrato nell'aula del processo Cusani ogni qualvolta tentava di affrontare il misterioso conto. Allora tutti sprofondavano nel silenzio. E ora? In mattinata l'ex senatore democristiano Giorgio Moschetti ha fatto capolino negli uffici del magistrato per un ennesimo confronto.

Anche il suo nome e' legato a quel deposito svizzero. Ma Moschetti, come gli altri, ha sempre preferito tacere. Un atteggiamento che ora pero' gli e' molto piu' difficile mantenere. Intanto i legali di Rossi, gli avvocati Fabrizio Lemme e Giovanni Maria Dedalo, stanno ultimando il ricorso da presentare al Tribunale della liberta' per ottenere la scarcerazione del loro cliente. Una analoga richiesta inoltrata al giudice per le indagini preliminari la settimana scorsa si era scontrata infatti contro il muro della Procura. (segue)

(Cri/Pe/Adnkronos)