TRAFFICO ANIMALI ESOTICI: INDAGINI A NAPOLI E A SALERNO
TRAFFICO ANIMALI ESOTICI: INDAGINI A NAPOLI E A SALERNO

Roma, 30 giu. (Adnkronos) - ''Dieci corni di rinoceronte, cento zanne di elefante, cinquanta testuggini imbalsamate, 150 pelli di coccodrillo...''. Quindi animali vivi: ''cuccioli di leoni, pappagalli del Sud America e del Sud Africa''. Il marinaio di colore che controlla la 'merce' su un molo commerciale molto affollato fa pensare ad un porto indiano o cinese. Ma siamo in Italia.

Il traffico di animali esotici passa anche per i porti di Napoli e Salerno. I controlli sono svolti in base alla convenzione internazionale di Washington del 1973 (Cites) -che limita il commercio della fauna e della flora selvatica- introdotta in Italia nel 1980 e precisata nelle sanzioni penali soltanto nel 1992.

Sergio Costa e Vincenzo Stabile, dirigenti del Cites di Napoli sottolineano -interpellati da ''Il Mattino''- che da allora ''e' cominciata una guerra quotidiana per fronteggiare organizzazioni internazionali ben radicate'' nel capoluogo partenopeo e nel resto della regione.

Altro ''punto di passaggio'' e' il porto di Salerno. Fino a qualche tempo arrivano navi cariche di scimmie destinate a parchi e circhi. Un traffrico che e' stato interrotto perche', sottratte al loro ambiente naturale e costrette a vivere in gabbie anguste, le scimmie impazzivano. Ora sono preferiti pappagalli del Sud America e del Sud Africa. Qualche esemplare raggiungerebbe, al mercato nero, un prezzo di diverse decine di milioni, sino ai cento milioni. (segue)

(Pal/Pe/Adnkronos)