ARAFAT: PRESTO A GERUSALEMME A AL-AQSA
ARAFAT: PRESTO A GERUSALEMME A AL-AQSA

Citta' di Gaza, 1 lug. (Adnkronos) - Con un appello all'unita' palestinese, Yasser Arafat, investito dalle urla di gioia di una folla imponente riunita ad accoglierlo, ha esordito nel suo discorso del ritorno a Gaza dopo 27 anni di assenza. Rivolgendosi a lui come ad un fratello, Arafat ha quindi invitato lo sceicco Ahmed Yassim, capo spirituale di Hamas, in carcere in Israele, ad unirsi idealmente ai festeggiamenti. Il leader dell'Olp ha anche affermato di volersi presto recare a Gerusalemme, per pregare alla moschea di al-Aqsa.

La lotta per Gerusalemme, ha quindi annunciato, continuera'. Cosi' come i palestinesi, ha assicurato Arafat, sono pronti a rispettare i luoghi sacri degli ebrei, cosi' devono fare gli israeliani con i nostri. Il leader dell'Olp ha poi garantito la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi. ''O verranno liberati tutti o non accetteremo nessuna soluzione di compromesso. Il nostro obbiettivo e' la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane''. Arafat ha quindi voluto ringraziare i paesi arabi che in questi anni hanno aiutato la causa palestinese e ospitato i profughi: in modo particolare il presidente egiziano Hosny Mubarak e il presidente tunisino Zine al Abidine Ben ali.

''Oggi, spero che tutti voi ricorderete i nostri martiri, cari fratelli cari sorelle, miei concittadini, siamo qui insieme in questa Gaza piena di problemi -ha dichiarato Arafat interrotto frquentemente dagli slogan scanditi dalla folla- da cui parlo al capo spirituale di Hamas Ahmed Yassim, come ad un fratello''.

''Ricordiamo i nostri martiri e i martiri della Moschea di Hebron. Da Gaza guardiamo alla moschea di Hebron, ma anche a Betlemme e a tutte le altre citta' della Cisgiordania. Da Hebron andremo a Gerusalemme. Poi in tutte le altre citta' della Cisgiordania. Andremo a pregare per le anime dei nostri martiri a Gerusalemme. Mostreremo agli israeliani che avremo cura dei loro luoghi santi, e loro dovranno concederci il diritto di avere i nostri''. (segue)

(Sip/Pan/Adnkronos)