ISLAM: LA GUERRA INFINITA CONTRO GLI SCRITTORI (2)
ISLAM: LA GUERRA INFINITA CONTRO GLI SCRITTORI (2)

(Adnkronos) - I casi di Salman Rushdie, autore dei ''Versetti satanici'', e di Taslima Nasreen, scrittrice femminista, non sono esempi sporadici di vittime delle ultime frange di fanatismo religioso alle soglie del 2000. Dal 1979 ad oggi oltre 1.800 letterati, tra scrittori, poeti e giornalisti di origine islamica, risultano scomparsi. Ma i fondamentalisti islamici non sono gli unici responsabili per la caccia alle streghe contro scrittori ed intellettuali. I governi dei paesi musulmani spesso offrono appoggio agli integralisti per mettere a tacere eventuali critiche dei loro regimi in nome dell'Islam.

La sezione londinese dell'Associazione nazionale scrittori (Pen) teme che l'intolleranza e la violenza contro gli intellettuali stia aumentando. La Gran Bretagna intanto continua a concedere rifugio agli esiliati da stati come l'Iran, Iraq, Arabia Saudita, Sudan. Un portavoce della Pen riferisce che solo quest'anno i fondamentalisti hanno ucciso 12 scrittori in Algeria, tre in Sudan e Iraq e uno in Egitto e Pakistan, ma l'offensiva musulmana contro i rivali dell'ortodossia non si esaurisce qui. Un letterato iracheno fuggito a Londra afferma che sarebbero circa 60 gli autori giustiziati negli ultimi dieci anni nel suo paese, compreso il poeta curdo Delshad Mariwani. La lista di sangue continua con l'Iran, il cui governo avrebbe comandato, dal 1979, 48 condanne a morte per oltraggio alla religione; il Sudan, con tre morti nello scorso anno, e la Libia, che pero' riesce a mantenere segreto il numero dei suoi crimini. Altri stati come il Pakistan, l'Indonesia, l'Arabia Saudita, l'Oman e lo Yemen condannano nella loro costituzione qualsiasi atto contro la liberta' di espressione, ma gli analisti segnalano ugualmente episodi di intolleranza religiosa con relative conseguenze che vengono messi abilmente a tacere. (segue)

(Stg/Pan/Adnkronos)