ISLAM: LA GUERRA INFINITA CONTRO GLI SCRITTORI
ISLAM: LA GUERRA INFINITA CONTRO GLI SCRITTORI

Roma, 4 ago (Adnkronos/Dpa) - Islam ed intellettuali, ovvero la guerra infinita. Le autorita' religiose e politiche dei paesi musulmani hanno sempre guardato con sospetto agli uomini di cultura temendo che, con la loro personalita' ed idee, potessero mettere in discussione i fondamenti del Corano e quindi alimentare nelle masse l'insofferenza verso le dure restrizioni imposte dal testo sacro. Proprio oggi l'ambasciatore del Bangladesh in Italia, Khurshid Hamid, si e' espresso, in una lettera inviata al quotidiano l' Unita', sulle tensioni tra l'universo musulmano e i letterati. ''Il fondamentalismo e l'estremismo sono da sempre dei fenomeni passeggeri e marginali - ha spiegato Hamid - L'Islam non ha mai negato liberta' di parola e diritti umani, come si e' detto a proposito delle accuse alla scrittrice Taslima Nasreen. La Nasreen non ha subito alcuna violazione dei suoi diritti, ne' e' oggetto di persecuzione politica ne' le e' impedito di professare la fede religiosa che meglio crede. Ma nel momento in cui rilascia dichiarazioni pubbliche offensive del Sacro Corano e dell'Islam viola la legge. Le leggi del mio paese sono vecchie di secoli e si basano su una bicentenaria tradizione di diritto comune, quindi la scrittrice e' stata accusata di mancato rispetto delle disposizioni del codice penale, che puniscono il deliberato e doloroso vilipendio dei sentimenti religiosi dei cittadini di uno stato islamico''.

Fin qui l'ambasciatore. Ma il problema non e' solo del Bangladesh e cominciano a diventare troppe le testimonianze dirette o non di intellettuali dissidenti vittime di persecuzioni in tutto il mondo islamico: si comincia con l'emarginazione, censura, sequestro dei libri incriminati, processi in piazza, esilio e, in certi casi, si finisce con esecuzioni sommarie. (segue)

(Stg/As/Adnkronos)