NASREEN: ANCORA UNA VITTORIA PER I FONDAMENTALISTI
NASREEN: ANCORA UNA VITTORIA PER I FONDAMENTALISTI

Dacca, 10 ago. (Adnkronos/Dpa)- La decisione della scrittrice femminista bengalese Taslima Nasreen, 32 anni, di lasciare il suo Paese per cercare rifugio in Svezia viene giudicata con amarezza dagli ambienti laici di Dacca l'ennesima vittoria dei fondamentalisti islamici in Bangladesh. Gli integralisti bengalesi hanno da sempre perseguitato gli intellettuali che si pronunciavano diversamente rispetto alle restrittive leggi islamiche, percio' il caso della richiesta di condanna a morte per blasfemia contro Taslima da parte degli estremisti bengalesi non rappresenta affatto una novita'. Nel 1976, quando il Bangladesh aveva ancora una costituzione laica, un gruppo di radicali aveva protestato contro il giovane scrittore Daud Haider, reo di aver scritto un poema che essi ritenevano denigratorio nei confronti dell'Islam. Haider fu rinchiuso addirittura in prigione per precauzione e poi fatto fuggire in India con l'aiuto delle autorita' per proteggerlo dall'ira degli islamici.

Poi fu la volta di Sufia Kamal oggi 82enne, poetessa e leader del movimento femminista in Bangladesh, che fu attaccata dai religiosi islamici per aver paragonato il poema dell'hindu -e quindi ''infedele''- Rabindranath Tagore, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1913, alle preghiere musulmane. Dopo tocco' a Kabir Chowdhury, un professore in pensione di letteratura inglese, al romanziere Showkat Osman e infine al pittore Kamrul Hasan, i cui dipinti vennero considerati antislamici. I fondamentalisti in Bangladesh ottennero la loro piu' grande vittoria nel 1988, quando il dittatore militare Hussain Mohamed Ershad dichiaro' l'Islam religione ufficiale del paese. Da allora gli integralisti stanno tentando di far approvare una legge che impone la punizione del reato di ''blasfemia'' con la pena di morte.

(Stg/Bb/Adnkronos)