I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Sarajevo. Un casco blu francese e' stato ucciso da un cecchino. Lo ha reso noto un portavoce della Forza di protezione dell'Onu. Il soldato, un paracadutista appartenente alla Fanteria della marina, si trovava nei pressi della linea di confine tra i settori serbo e bosniaco, nel quartiere del cimitero ebraico.

L'Avana. E' una vera e propria 'invasione' quella che i profughi cubani stanno tentando di fare verso la Florida. La Guardia costiera e la marina militare americana stanno facendo di tutto per bloccare l'esodo cui lo stesso Fidel Castro sembra aver dato il via. A 50 chilometri da Miami l'aviazione militare sta allestendo una tendopoli-prigione dove saranno rinchiusi, come ha deciso il ministro della Giustizia Janet Reno, i cubani che arrivano illegalmente. E' in corso a Washington una riunione dei responsabili della Sicurezza per mettere a punto un piano sulla nuova emergenza.

Gaza. Il ministro degli Esteri israeliano, Shimon Peres, si reca oggi per la prima volta nella zona autonoma palestinese di Gaza, per incontrare il leader dell'Olp. In un'intervista alla radio militare, Peres ha detto che chiedera' ad Arafat un maggiore impegno nella lotta al terrorismo ispirato dal movimento Hamas.

Nuova Delhi. Un gruppo di ribelli separatisti ha teso un'imboscata ed ucciso 22 soldati dell'esercito nel nordest dell'India. Alcuni membri della fazione fuorilegge, denominata consiglio nazionale socialista di Nagaland, hanno attaccato una pattuglia del reggimento di Assam vicino Yangkhullen, nello stato nordest di Manipur. Nell'assalto sono rimaste ferite anche altre 13 persone. I ribelli Naga stanno combattendo da anni per l'indipendenza degli stati del Nagaland e di Manipur e, negli ultimi giorni, sono stati registrati numerosi scontri tra separatisti e forze governative. Sei soldati sono stati attaccati e massacrati proprio due giorni fa.

Washington. L'esercito degli Stati Uniti starebbe avviando la chiusura o la riduzione di 24 installazioni militari all'estero. Lo ha annunciato il Pentagono, spiegando che l'operazione di smantellamento delle basi militari oltreoceano fa parte di un progetto di riduzione degli armamenti concordato anche con altre potenze. La decisione del Pentagono riguarda 21 basi in Germania, due in Gran Bretagna e una in Marocco. Sale cosi' a 918 il numero delle installazioni militari statunitensi chiuse, ridotte di dimensioni o sospese temporaneamente dal gennaio 1990, con il conseguente licenziamento di 245mila persone, tra militari e civili, che hanno perso il lavoro in seguito alla riduzione del personale. (segue)

(Dis/As/Adnkronos)