CANGURI: DUE MILIONI AMMAZZATI SU ''ORDINE'' DEL GOVERNO
CANGURI: DUE MILIONI AMMAZZATI SU ''ORDINE'' DEL GOVERNO

Roma, 5 set. (Adnkronos) - Quanto vale la vita di un canguro? Per gli animalisti molto, per uno dei 1700 cacciatori australiani, con licenza di ''shooter'', appena 6000 lire. I ''professionisti della doppietta'', uccidono nelle desertiche terre rosse dell'Outback, ogni anno, diecimila canguri selvatici, per 'portare a casa' una somma 60 milioni di lire. Ma la cosa che piu' colpisce e' che la 'strage dei giganti erbivori' e' decisa a tavolino, ogni anno, dal governo australiano. E' quanto si legge nello speciale Adnkronos ''Territorio e Ambiente'' di questa settimana. Viene fissata in anticipo la quota degli esemplari marsupiati che cadranno sotto il tiro dei cacciatori: per quest'anno saranno circa due milioni. In Australia i canguri sono considerati allo stesso modo dei ratti di citta' e, per questo, la loro popolazione deve essere controllata e metodicamente sfoltita.

Dall'ultimo sondaggio ufficiale emerge, infatti, che il 70pc degli agricoltori e allevatori ritiene i canguri la minaccia piu' grave per il paese, dopo quella del fattore climatico. Le ultime cifre pubblicate dall'Organizzazione di ricerca scientifica e industriale del Commonwelt (Csiro) parlano chiaro: i danni inflitti all'agricoltura si aggirano intorno ai 300 milioni di dollari australiani.

Gli allevatori dell'Outback accusano il canguro di rubare la pastura destinata ai 160 milioni montoni che pascolano nel paese. Cosi', gli 'shooters' vengono invitati dai proprietari a 'fare pulizia' sulle loro terre. Ma quest'ultima accusa e' del tutto falsa: il marsupiale non invade indiscriminatamente il territorio degli ovini, se non nei periodi di massima siccita' e, comunque, come ultimo rimedio. Normalmente si nutre di erbe selvatiche che nascono in posti frequentati solo dalla sua stessa specie, come le rive dei fiumi disseccati. I mammiferi australiani, dunque, sono del tutto innocenti: si sono adattati, dopo milioni di anni, all'ambiente selvaggio e arido e si accontentano delle poche zone verdi che la pioggia di tanto in tanto fa apparire. (segue)

(Ata/Gs/Adnkronos)