I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Londra. All'indomani dell'attentato contro una sede del Sinn Fein -il braccio politico dell'Ira- i leader politici cattolici e protestanti nordirlandesi hanno rivolto oggi un appello ai terroristi protestanti affinche' depongano le armi. William Ross, parlamentare del Partito unionista dell'Ulster, da sempre in prima fila nella battaglia per l'unione con la Gran Bretagna, ha detto che i ''lealisti protestanti vogliono ricordare al mondo e a Londra che loro sono ancora li' e che potrebbero causare molti problemi''. Anche se -rassicura Ross- la maggioranza dei protestanti ''rifiuta queste tattiche''.

Nuova Delhi. Almeno otto soldati sono stati uccisi in un'imboscata da un gruppo eversivo clandestino nello stato di Manipur, nell'India nordorientale. Si tratta del secondo incidente del genere nelle ultime tre settimane, ha riferito la polizia, precisando che gli otto soldati, paramilitari dell'Assam Rifle, sono stati attaccati mentre pattugliavano il distretto di Chandel. Lo scorso 18 agosto i ribelli separatisti del Consiglio nazionale socialista di Naga, illegale, hanno ucciso 23 soldati vicino a Yangkhullen, sempre nello stato del Manipur.

Cairo. La vera, grande star della giornata inaugurale della conferenza del Cairo e' Benazir Bhutto, la bellissima e autorevole premier del Pakistan. Fasciata in un abito color ocra, il volto incorniciato da un velo bianco, Benazir ha pronunciato con pause sapienti un discorso applauditissimo che si e' concluso con una vera e propria ovazione, quando ha detto: ''Il nostro destino non dipende dalle stelle ma da noi stessi''. Benazir, ma non solo: la giornata di oggi ha visto molte donne protagoniste e piu' applaudite dello stesso presidente egiziano Hosni Mubarak, di Al Gore e del segretario dell'Onu Butros-Ghali. Da Nafis Sadik, responsabile dell'Unfpa a Gro Harlem Bruntdland, il premier norvegese gran regista della conferenza dell'Onu sull'ambiente di Rio De Janeiro.

Mosca. Il presidente separatista ceceno Dshoyar Dudayev ha assestato un duro colpo all'opposizione sostenuta da Mosca uccidendo 40 miliziani filorussi e arrestando altri 70 combattenti fedeli all'antagonista Ruslan Labazanov. E' avvenuto in uno scontro tra ribelli e truppe governative ad Argun, 10 chilometri a nord della capitale Grozny. Nello scontro sono morti anche 50 soldati della repubblica di Cecenia, regione autonoma del Caucaso proclamata da Dudayev indipendente dalla Federazione Russa. Il ministro degli Interni ceceno, Ayub Satuyev, ha riferito che le truppe di Grozny hanno ripreso il controllo di Argun, citta' dove Labazanov aveva costituito il suo quartier generale. (segue)

(Dis/Zn/Adnkronos)