IL PROBLEMA DELLA LINGUA: LE INIZIATIVE DI ''CLANDESTINO'' (2)
IL PROBLEMA DELLA LINGUA: LE INIZIATIVE DI ''CLANDESTINO'' (2)

(Adnkronos) - ''Della 'diaspora' della lingua (lingua come unita' culturale) che ha anticipato e, in qualche modo, generato la tragedia jugoslava, i letterati italiani -osserva Antonio Federico Savio nei ''Quaderni' Dalla parte dell'Uomo''- sembrano occuparsi poco, diversamente dai letterati francesi che mentre stigmatizzano il tentativo del governo, addirittura con una legge, di vietare un ulteriore accesso di parole straniere nel vocabolario nazionale, si preoccupano sempre piu' di un'unita' linguistica nella direzione appunto di un'unita' culturale. Che dentro vi siano poi parole (ed entita') italiane o inglesi puo' essere considerato positivo. Il problema e' di farsi capire''.

E ''in dimenticate universita' e in laboratori letterari italiani -che a volte si avvalgono della fondamentale collaborazione delle reti radiofoniche della Rai- il problema della lingua e' posto come problema di cultura nazionale, cosi come la valorizzazione, attraverso la conoscenza, dei capolavori dell'arte e' finalmente posta come tutela della creativita' e, infine, quale strumento di civilta' e non piu' soltanto come ''voce determinante'' dell'economia (industria turistica)''.

Dunque ''la questione della lingua'' -saper leggere la letteratura, l'arte e gli eventi- resta il problema centrale di ogni paese civile. ''ClanDestino'' ricorda con Gramsci che ogni volta che si pone il problema della lingua in una nazione, vuol dire che ''ben altre questioni si stanno ponendo''. (segue)

(Pal/Gs/Adnkronos)