IL PROBLEMA DELLA LINGUA: LE INIZIATIVE DI ''CLANDESTINO''
IL PROBLEMA DELLA LINGUA: LE INIZIATIVE DI ''CLANDESTINO''

Roma, 5 set. (Adnkronos) - Il problema della lingua -quale strumento di approccio diretto con la cultura e quale mezzo per capire in profondita' gli avvenimenti- occupa molte pagine della rivista trimestrale ''clanDestino'' (Nuova compagnia editrice, Forli'), rivista nata in seguito alla 'documentata assenza' del senso del futuro e di quello del passato.

Certo lo hanno detto in tanti (sociologi e psicologi in particolare) che ''l'assalto degli avvenimenti'', da parte dei mass media, ha determinato l'appiattimento dei tempi della storia (passato prossimo e passato remoto) e di quelli della speranza (futuro). Si tende a vivere una sorta di ''presente anticipato'' ed un passato che non va al di la' di ieri. Ma averlo detto non basta.

Il mezzo prediletto da ''Clandestino'' per indagare nel passato e 'fare futuro' e' la poesia -la piu' emarginata delle arti letterarie- l'ospitalita' permanente ad interventi meditati di scrittori e storici.

Sin qui ''Clan-Destino''. Tuttavia se il merito dei letterati e' di riproporre, dal punto di vista artistico, poetico e narrativo, i diversi tempi della storia (si puo' passare cosi, in un baleno, dall'unita' linguistica e non ideologica dei poeti del Dolce Stil Novo agli attuali ''neo-orfici'') lo stimolante processo letterario non sembra generalmente uscire dai propri ambiti. D'altro canto come uscire da un mondo i cui confini sono stati segnati dall'indifferenza interessata di tanti uomini di potere e di cultura? Forse ricorrendo ai soliti premi letterari? Oppure usando con cinismo le tecniche della fanta-cronaca? (segue)

(Pal/Gs/Adnkronos)