ALGERIA: VERSO UN REGIME MILITAR-ISLAMICO (2)
ALGERIA: VERSO UN REGIME MILITAR-ISLAMICO (2)

(Adnkronos/Dpa) - Nell'annunciare la liberazione di Madani, Belhadj e degli esponenti del Fis Noureddine Chigara, Abdelkader Omar e Kamal Guemmazi, Radio Algeri aveva diffuso un comunicato della Presidenza nel quale si sottolinea che ''la misura mira a consentire loro di sostenere l'obiettivo di porre fine alla viuolenza e ripristinare la sicurezza, la stabilita' e la legalita' nel Paese''.

In due lettere recapitate recentemente a Zeroual, missive sulle quali pare aver pesato l'influenza del leader islamico sudanese Hassan el Tourabi, Madani aveva posto sette condizioni per aprire il dialogo con il regime. Il leader del Fis aveva chiesto la liberazione dei dirigenti islamici, un'amnistia generale, l'autorizzazione ad incontrare i leader del Fis interno ed in esilio, la riabilitazione politica del Fis (partito che aveva vinto le elezioni legislative del dicembre del 1991, annullate dal golpe del gennaio successivo), la fine dello stato di emergenza in vigore dal 92, il rientro in caserma dell'Anp e la formazione di un governo tecnico fino a nuove elezioni.

Ad Algeri si rileva pero' che l'apertura al Fis -la Conferenza per il dialogo nazionale riprendera' il 20 settembre- sara' duramente osteggiata dai falchi ''sradicatori'' dell'Anp guidati dal capo di Stato Maggiore dell'esercito, il generale berbero Mohammed Lamari. Altri pericoli per il ''condominio'' militar-islamico verrebbero dai comunisti dell'''Ettehadi'', dai ''democratici'' espostisi e favore del regime, dagli squadroni della morte filogovernativi dell'Ojal (Organizzazione dei giovani algerini liberi) e dai settori radicali della minoranza berbera (il 17 per cento dei 27 milioni di algerini).

(Lun/Zn/Adnkronos)