JACKSON: ED ORA CINQUE ANNI DI INCUBO (2)
JACKSON: ED ORA CINQUE ANNI DI INCUBO (2)

(Adnkronos) - Se non sono stati messi a tacere, c'e' sempre la possibilita' che escano allo scoperto e decidano di diventare i testimoni chiave che gli inquirenti non sono riusciti finora a trovare. Possibilita' che gli stessi Garcetti e Sneddon ammettono essere ''remota''. Ma i due procuratori hanno scelto accuratamente le parole - con studiata meticolosita', osservano i giornali americani - perche' fosse chiaro che non stavano prosciogliendo Jackson dalle accuse.

Ai commentatori americani non sfugge un altro aspetto della vicenda: il caso di Michael Jackson e' scottante per i procuratori distrettuali, tanto piu' in un momento come questo in cui il paese rischia di spaccarsi sulla vicenda di O.J. Simpson. Nel caso di Jackson, in particolare, si era creata una situazione tipica dei film americani: il procuratore capo di L.A. Gil Garcetti, avendo perso diversi casi importanti negli ultimi mesi, procedeva con i piedi di piombo, temendo di poter andare incontro ad una sconfitta cocente una volta incriminato Jackson senza poi ottenerne la condanna. Ma allo stesso tempo - essendo scattata l'inchiesa del procuratore di Santa Barbara (con giurisdizione sul ranch dell'Isola che non c'e') era preoccupatissimo che il capo della procura di Santa Barbara Thomas Sneddon potesse procedere all'incriminazione, soffiandogli il caso, e magari vincendo. Questo spiega l'annuncio pubblico in comune, al termine di due inchieste separate, con due gran giuri' al lavoro e oltre 400 testimoni ascoltati.

Johnnie L. Cochran Jr., l'avvocato di grido, paladino degli afroamericani e una delle colonne del team difensivo di O.J. Simpson, ha commentato questo fatto dicendosi profondamente deluso del mancato proscioglimento, ma felice del fatto che il caso sia chiuso. Per quanto, e' l'interrogativo che si pongono tutti.

(Cab/Pe/Adnkronos)