TEATRO: ALBERTAZZI ALL'ATTACCO, ''I REGISTI LO UCCIDONO''
TEATRO: ALBERTAZZI ALL'ATTACCO, ''I REGISTI LO UCCIDONO''
DELETERI PER L'ATTORE COME IL NEOREALISMO NEL CINEMA

Roma, 22 set. - (Adnkronos) - ''E' la mia battaglia e la portero' avanti fino all'ultimo'': squilli di guerra partono dal quartier generale di Giorgio Albertazzi. Il nemico da battere e' il regista. Il motivo? ''E' il primo e unico responsabile della crisi del teatro''. Ed ecco il suo fuoco di fila.

''Quella che e' in crisi, in Italia, e' l'Arte del Teatro, che si identifica nell'Arte dell'Attore. C'e' poco da fare, la crisi del teatro e' la crisi dell'attore che si carica sulle spalle il testo, e' la crisi della sua omologazione. Il 'grande' attore, il mattatore della scena e' stato bistrattato, schiacciato dai registi. Parallelamente alla crescita del tasso medio di tecnica teatrale, abbiamo assistito alla scomparsa del genio, alla mancanza di talento istintivo. Troppi schemi e pochi geni: volendo usare una metafora calcistica, troppi Sacchi e nessun Maradona, troppa tecnica e poca arte. La regia a teatro oramai domina la scena e il genio non e' piu' seguito. Oramai si arriva a fare 'Amleto' perche' lo si vuole fare, non perche', come sarebbe giusto, hai un Amleto in grado di rappresentarlo. Si deve partire dall'attore; se non ce l'hai non lo fai, scegli un'altra tragedia o commedia. La scelta deve arrivare solo dopo, non a priori, a tavolino''.

Una teoria che accomuna il palcoscenico al grande schermo: ''Gia' con il cinema il danno e' stato fatto, grazie a vent'anni di Neorealismo, che hanno tolto l'attore di mezzo, perche' il tema doveva prevalere, dovevamo lavare i panni sporchi in pubblico e per il ruolo del postino si doveva scegliere un postino perche' lo interpretava meglio di un attore: un'autentica aberrazione estetica -rincara Albertazzi- E allora l'attore ha accentuato la sua componente 'puttanesca' e la sua frase piu' tipica, rivolto al regista, e' diventata: 'Come la vuole, dottore?' (riferita all'interpretazione). Mi auguro di assistere a un risveglio dell'attore, che abbia come effetto anche quello di distruggere la noia montante. E, soprattutto, smettiamola con il rincorrere alibi e il dare la colpa di ogni cosa alla tv''. (segue)

(Bon/Zn/Adnkronos)