O.J.: IL NOBEL - PROVA DNA E' CERTA, MA NON IN AULA (2)
O.J.: IL NOBEL - PROVA DNA E' CERTA, MA NON IN AULA (2)

(Adnkronos) - I periti di parte contattati dall'accusa e dalla difesa, per quanto competenti, non fanno che confondere le acque, spiegando il grado di certezza con cui bisogna considerare la prova. Una giuria, l'avvocato della difesa, l'avvocato dell'accusa, non sono assolutamente in grado di seguire quello che Mullis paragona a un discorso fatto in greco. Finiranno tutti per basarsi su elementi laterali, di nessun interesse, come il colore della cravatta del perito di una parte, o l'accento con cui parla l'altro.

La nuova tecnica, di cui Mullis ha appena testimoniato in una udienza preliminare in California, si basa sul confronto di frammenti di Dna (quello della cellula incriminante, rinvenuta in un qualche luogo del delitto, e quello di una cellula dell'imputato) che si trovano in regioni del genoma caratterizzati da una elevata variabilita' individuale. Variabile in modo sufficiente per identificare qualcuno in modo assoluto. La tecnica, messa a punto dalla Applied Biosystem.

Le tecniche attualmente riconosciute dai tribunali consentono, spiega l'inventore della tecnica che consente di moltiplicare praticamente all'infinito i frammenti del Dna che stamane a Roma ha tenuto una conferenza all'Accademia dei Lincei, invitato dalla Philip Morris, al piu' di scagionare un individuo (se tre cifre del codice non coincidono, allora, ovviamente, non coincide neanche il tutto)

(Sip/Bb/Adnkronos)