PENSIONI: PROGRESSISTI, ''I NUMERI DELL'IMBROGLIO''
PENSIONI: PROGRESSISTI, ''I NUMERI DELL'IMBROGLIO''

Roma, 29 set. -(Adnkronos)- Altro che riforma. Quella del Governo sulle pensioni e' il ''primo passo verso la demolizione''. I Progressisti, in una conferenza stampa tenuta stamane alla Camera, snocciolano le cifre che mettono in evidenza le iniquita' della ricetta governativa per rimettere in sesto i conti della previdenza pubblica. Un lavoratore di 50 anni, che va in pensione con 35 anni di contributi, con la manovra del Governo perdera' 500 mila lire al mese per tutta la vita. Altro caso: un lavoratore con venti anni di contributi, in pensione con il nuovo regime perdera' circa 300 mila lire mensili; chi si appresta ad iniziare oggi la sua vita lavorativa, vedra' decurtato il proprio trattamento pensionistico di 500 mila lire. ''E' quasi una truffa. Questa non e' una riforma, semmai il tentativo di incrinare il patto sociale tra giovani che restano al lavoro e anziani che ne sono usciti'', commenta il pidiessino Gianfranco Rastrelli; ''al Governo c'e' una banda di imbroglioni'', tuona Fabio Mussi, vicepresidente del Gruppo.

Quello del Governo, spiega il capogruppo Luigi Berlinguer, ''non e' un progetto di riforma strutturale, semmai un approccio strumentale finalizzato solo a far quadrare i conti. I Progressisti -avverte- faranno un'opposizione piu' dura della norma in Parlamento e nei collegi elettorali. Il 10 ottobre, nei rispettivi collegi elettorali, i nostri parlamentari illustreranno il tenore dei provvedimenti assunti''. Berlinguer ricorda che ''l'effetto annuncio'' a cui la maggioranza fa spesso ricorso per saggiare le reazioni, ha prodotto solo danni. ''Le dichiarazioni sconsiderate di esponenti della maggioranza hanno creato effetti di panico e insicurezza -osserva Berlinguer- tanto che almeno 500 mila lavoratori hanno chiesto il pensionamento anticipato''. (segue)

(Ruf/Zn/Adnkronos)