CANCRO: SUORE A RISCHIO, PRENDANO LA ''PILLOLA'' (2)
CANCRO: SUORE A RISCHIO, PRENDANO LA ''PILLOLA'' (2)

(Adnkronos) - ''Il problema e' voler dare o meno un messaggio alla popolazione molto preciso, indipendentemente che si tratti di una categoria molto delicata per la quale e' difficle parlare di questo argomento. Il messaggio piu' preciso che oggi si puo' dare -ha detto Pecorelli- e' che esistono delle popolazioni a maggiore rischio per alcuni tumori. Nel campo della ginecologia esistono persone che sono piu' a rischio per il cancro dell'utero e dell'ovaio: per l'ovaio (a piu' alta mortalita' in Italia) e per l'endometrio (a piu' alta incidenza) e' indubbio che una protezione in chi soprattutto non prevede una gravidanza come possono essere ufficialmente le religiose, e' rappresentato dalla pillola''.

Il prof. Pecorelli ha citato i dati del cancro dell'ovaio sul quale gli italiani a Montreal hanno tenuto una importante relazione seguita con interesse da tutti i presenti. Attualmente questo cancro colpisce 14 donne italiane su 100 mila, con 6 mila casi l'anno e 140 mila casi vengono registrati in tutto il mondo. La sopravvivenza a cinque anni negli istituti tumori specializzati e' del 35 per cento, mentre nel mondo la media e' solo del 18 per cento. La pillola blocca il meccanismo causale del cancro dell'ovaio che e' l'ovulazione incessante. La protezione e' determinata da cinque anni di pillola o da tre gravidanze.

L'ultima scoperta in questo campo e' quella del gene PRCA1 individuato sul cromosoma 17. Questo gene nella donna da' una percentuale di circa il 40 per cento di probabilita' di ammalarsi nel corso della vita di questo tumore, contro l'1-2 per cento di possibilita' di chi non ha questo fattore. Si tratta di un gene ad alta penetranza, cio' significa che chi ce l'ha rischia molto, mentre esistono altri geni, detti a bassa penetranza, che danno il 10 per cento di possibilita'. Si e' scoperto che il 52 per cento dei tumori ovarici sono in relazione a questi geni. ''Coloro che assumono la pillola per almeno cinque anni prima dei 30 anni -ha detto Pecorelli- hanno la meta' di probabilita' di ammalarsi di cancro dell'ovaio e dell'endometrio. (segue)

(Ria/Zn/Adnkronos)