I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (3): L'INTERNO
I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (3): L'INTERNO

Roma. ''Considero chiuso il mio compito. Fatevi il congresso, ma io non ci saro'''. Con queste parole Giorgio La Malfa si e' dimesso stamattina da segretario del Pri concludendo il Consiglio nazionale in corso nella capitale.

Roma. ''Siamo sulla soglia di una involuzione del sistema democratico'', e alla vigilia di ''uno scontro sociale la cui durezza ed estensione oggi non sono nemmeno immaginabili''. Il grido di allarme arriva dal segretario generale della Uil, Pietro Larizza che accusa il governo e gli industriali di avere stretto ''un accordo'' da cui e' nato un ''disegno politico-mercantile'' che mira a garantire da una parte gli ''affari '' degli industriali e dall'altra ridimensionare il sindacato. ''Nessuno di noi e' in grado di conoscere le materie dello scambio che sicuramente c'e' stato tra gli industriali e il presidente del Consiglio'' sostiene Larizza, ma le ''conseguenze si stanno facendo sentire'' attraverso le positive dichiarazioni sulla manovra e il comportamento di ''buona parte'' della stampa nazionale e delle stesse Tv pubbliche e private.

Roma. ''Al giudice Di Pietro deve andare la solidaieta' e la comprensione di tutta l'Italia onesta che a lui deve molto per l'archiviazione della prima Repubblica della partitocrazia''. Lo afferma il sottosegretario all'Interno Maurizio Gasparri che ha invitato a ''non aver alcun dubbio''nel valutare un ''personaggio come Cusani e quanto ha fatto Di Pietro, il primo uno dei simboli piu' rappresentativi del sistema della corruzione, il secondo con la sua coraggiosa azione ha dato un contributo determinante al passaggio alla Seconda Repubblica''. L'esponente di An invita quindi Di Pietro a ''proseguire con serenita' nella sua azione''. Anche il leader di An Gianfranco Fini al margine dei lavori del convegno ''Per amministrare l'Italia e le sue mille citta''' a Fiuggi, conforta Di Pietro. ''E' un atto dovuto. -ha detto Fini a proposito dell'iscrizione nel registo degli indagati del Pm- nessuno puo' pensare che un atto dovuto leda il prestigio di un uomo come Di Pietro''.

Roma. La Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati interviene sulle polemiche relative alla composizione della Commissione ministeriale che gestisce i pentiti. ''La tutela dei collaboratori di giustizia rappresenta un imprescindibile presupposto di qualsiasi serio impegno di contrasto della criminalita' mafiosa e organizzata. E' pertanto essenziale, da un lato, che i componenti dell'apposita Commissione ministeriale posseggano adeguata e specifica esperienza professionale nel delicatissimo settore e, dall'altro, che la loro scelta rappresenti inequivoco segnale della volonta' politica di non 'abbassare la guardia' nella lotta alla criminalita' mafiosa''. (segue)

(Dis/Gs/Adnkronos)