PICCOLI EDITORI: RAPPORTO 94 - AMBIZIONI E DISINFORMAZIONE
PICCOLI EDITORI: RAPPORTO 94 - AMBIZIONI E DISINFORMAZIONE
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Roma, 1 Ott. -(Adnkronos)- Un volume finitissimo, nello stile, nelle immagini e nella rilegatura. Tanto che qualche archeologo dell'anno 2.500 lo potra' portare ad esempio dell'altissimo livello culturale del nostro tempo. Ma in realta' quel libro e' quasi l'unico esemplare, comunque l'unico titolo prodotto da un editore minore.

Il ''Rapporto 1994 sulla piccola editoria in Italia'', curato dalla Editrice Bibliografica, per conto della Divisione editoria del ministero dei Beni culturali, rivela le estreme e particolari difficolta' delle 'piccole imprese del libro' in un momento in cui anche l'editoria nel suo insieme e' in ''grave crisi'', come e' stato denunciato anche ieri -nella tradizionale conferenza stampa organizzata dalla Presidenza del Consiglio, presso la Sala Adnkronos- sulla situazione del settore, alla vigilia della Fiera Internazionale del libro di Francoforte (4 ottobre).

L'Editrice Bibliografica, nel suo rapporto, ha diviso piccoli e medi editori in quattro raggruppamenti: 1) micro-editori, ''in bilico tra passione e professione''. Caso tipico: l'editore carica su stesso tutto il lavoro arrivando anche a distribuire, nella propria regione, al massimo anche in una di quelle contigue, fino a 5 titoli l'anno; 2) piccoli editori: imprese individuali con caratteristiche di organizzazione e continuita'; resta dominante la figura dell'editore-tutto fare ma con qualche aiuto, dai traduttori all'ufficio stampa. Il catalogo arriva a 150 titoli l'anno; 3) medio-piccoli editori: circa 2 novita' al mese, oltre un miliardo di fatturato, una distribuzione nazionale ed una decente amministrazione economica e tecnica. (Segue)

(Pal/Zn/Adnkronos)