BLIND TRUST: ZANELLI, LO SORVEGLI LA MAGISTRATURA
BLIND TRUST: ZANELLI, LO SORVEGLI LA MAGISTRATURA

Roma, 11 ott. (Adnkronos) - Deve essere la magistratura e non l'autorita' garante per l'editoria a sorvegliare il blind trust. A sostenerlo e' il professore Enrico Zanelli, consulente in materia della lega e, insieme a Guido Rossi e Giorgio Bernini, uno dei massimi esperti in tema antitrust. ''Sono totalmente d'accordo sul tipo di costruzione tecnica di Blind trust prevista nel progetto dei tre saggi -afferma Zanelli all'Adnkronos- non sono invece d'accordo sulle autorita' che dovrebbero vigilare e garantire la gestione di questo blind trust. Ancora una volta, si fa riferimento ai soliti garanti che, credo, ormai non garantiscono piu' niente all'opinione pubblica, mentre si dovrebbe pensare ad altre soluzioni facenti capo alla magistratura''.

Secondo Zanelli la competenza dovrebbe essere affidata ''alla corte di appello competente per territorio del luogo dove ha sede il gruppo editoriale''. Inutile il ricorso ad altre istituzioni o commissioni. ''La cosa e' molto semplice -spiega Zanelli- la posizione e' infatti facilmente accertabile ed in un certo senso, come dice il progetto dei tre saggi, autodenunciata, da parte dell'interessato''. Non servono indagini o altro. Cosi' ''quando un membro di governo e' proprietario di posizioni rilevanti in settori economici la sua posizione si risolve automaticamente con la dismissione volontaria oppure con la costituzione di un blind trust sorvegliato dalla magistratura. Ad essa dovrebbero essere attribuite le stesse funzioni oggi affidate alle autorita' garanti''.

Per quanto riguarda poi i possibili conflitti di interessi che potrebbero sorgere in sede di decisioni governative e che potrebbero favorire ''il gruppo imprenditoriale che e' pur sempre di proprieta', come in qualsiasi cda di una societa' per azioni, l'interessato dovrebbe asternersi da questo tipo di deliberazioni. Dovrebbe cioe' dichiarare la propria astensione per conflitto di interesse''.

(Lil/Gs/Adnkronos)