LETTERA SCALFARO: SELVA SU ''PAR CONDICIO''
LETTERA SCALFARO: SELVA SU ''PAR CONDICIO''

Roma, 12 nov. (Adnkronos) - Gustavo Selva (An), presidente della commissioone Affari costituzionale della Camera, in una lettera aperta al presidente della Repubblica Scalfaro -che apparira' domani su 'Il secolo d'Italia'- interviene sul problema della 'par condicio' nell'informazione, affrontato dal capo dello Stato in una lettera ufficiale ai presidenti del Senato e della Camera dei deputati.

Anche sulla base della sua ''cinquantennale esperienza di giornalista nei piu' svariati mezzi di informazione in Italia e all'estero'', Selva si chiede anzitutto che cosa sia la 'par condicio', ''un totem di recente entrato nel politichese italiano''. ''E' par condicio dare tutte le notizie di tutte le agenzie di stampa? Ci vorrebbe un volume ogni giorno o un teleradiogiornale di 48 ore.... quotidiane. La selezione -dare o non dare una notizia- e' gia', la parola stessa lo dice, una scelta. E anche una notizia di cronaca giudiziaria o un titolo piuttosto che un altro non possono essere forse gia' un giudizio?''.

Dopo avere detto che se si vuole 'par condicio' le parole di Scalfaro ''non possono riferirsi soltanto alla Rai o alle televisioni private, ma anche alla stampa scritta'', Selva sottopone al presidente della Repubblica la seguente riflessione ''Per esser pratico nell'affrontare la 'par condicio' le cito le dichiarazioni di ieri fatte da Gianfranco Fini con cui 'condanna senza appello le leggi razziali', concludendo che 'non accetterebbe mai nel suo partito un antisemita notorio'. Queste dichiarazioni sono riportate oggi con qualche rilievo soltanto da 'La Repubblica', mentre lei signor Presidente ricordera' che, quando Fini entro' nella maggioranza, dei ministri di An nel governo si parlo' nella stampa per settimane di 'pericolo fascista' e di 'rigurgiti antisemiti e razzisti'. La 'par condicio' -conclude Selva rivolto a Scalfaro- non si impone per legge bensi' nasce, per quel che e' realizzabile, dalla coscienza professionale ed etica degli operatori dell'informazione e dal rispetto che a loro debbono portare gli uomini del 'potere'''.

(Com/As/Adnkronos)