GALLERIE D'ARTE: UN QUADRO A TINTE FOSCHE (3)
GALLERIE D'ARTE: UN QUADRO A TINTE FOSCHE (3)
CALABRIA, NOBILE E DI CARLO REPLICANO A SGARBI

(Adnkronos) - ''L'artista esiste come controtendenza a tutti gli spazi della psiche -dice il maestro Ennio Calabria- e lotta contro le odalische del sistema. In piu' i giornali relegano l'arte a spazi che non vanno oltre quello degli annunci funebri. Le gallerie poi nella maggior parte dei casi riducono il rapporto col collezionista talmente di spessore che l'opera diventa oggetto decorativo e non di cultura. L'oggetto quadro diventa cosi' superfluo e quindi facilmente sostituibile. I galleristi non sanno suscitare nel collezionista un grande amore''.

Gli artisti vivono questo momento di crisi profonda dell'arte contemporanea come un ''tunnel dal quale non si vede l'uscita -dice Mimmo Nobile, uno degli artisti piu' promettenti del momento- l'unica via percorribile e' quella del lavoro. La polemica sul valore dell'arte puo' divenire sterile se poi non si trovano delle soluzioni realizzabili. Se diciamo che il quadro come oggetto di per se' e' superato, Sgarbi che ha capito tutto, ci dica come dobbiamo esprimerci. La verita' e' che il disinteresse della gente dilaga e le gallerie sono sempre meno luoghi di cultura, ma somigliano troppo spesso a macellerie, dove l'opera viene venduta al chilo''.

''Sgarbi mi sembra un po' indietro, perche' la pittura e' stata gia' dichiarata morta dai concettualisti. In quegli anni guai a chi toccava un pennello, bisognava solo esprimere concetti -dice Claudio Di Carlo, pittore pescarese- poi e' arrivata la transavanguardia, l'arte povera e finalmente si e' tornati alla pittura. La pittura ha ancora una sua valenza, anche se io per esempio uso piu' media per esprimermi. Se il mondo crolla gli unici oggetti che ritroveranno saranno l'accendino Bic e i quadri, perche' sono i piu' diffusi. Finche' l'arte vende e' viva, morira' quando nessuno la comperera' piu'''.

(Rem/Bb/Adnkronos)