GALLERIE D'ARTE: UN QUADRO A TINTE FOSCHE
GALLERIE D'ARTE: UN QUADRO A TINTE FOSCHE
SGARBI ''L'ARTE E' MORTA''

Roma, 19 nov. (Adnkronos) - La crisi dell'arte mette in gravi difficolta' le gallerie, alcune arrivano addirittura a svendere le opere per poter sopravvivere, e altre sopraffatte dai debiti chiudono o cedono ai ricatti degli usurai. Ma in alcune citta' si segnalano anche situazioni in controtendenza come a Roma e Napoli, dove si sono aperte delle nuove gallerie di arte contemporanea.

Per Vittorio Sgarbi, ''nessuno compra perche' l'arte e' morta, e' sempre cosi' alla fine di ogni secolo. E poi, da tempo ormai, non c'e' piu' un artista davvero grande. Da cio' deriva la totale disaffezione all'arte contemporanea e in generale all'arte, se non come momento legato al turismo. L'arte -osserva il presidente della Commissione Cultura della Camera- e' ormai emigrata al cinema, alla televisione, non e' piu' nei quadri. I valori estetici passano attraverso altri meccanismi. Anche l'opera lirica e' finita, non c'e' mica piu' l'Aida, pero' ci sono i Pink Floyd''. De profundis, dunque, per le gallerie di arte contemponanea? Per Sgarbi non ci sono dubbi: ''Si salveranno solo i quadri antichi perche' c'e' la consacrazione della storia''.

E come dovrebbero cambiare le gallerie d'arte alle soglie del duemila? ''Bisogna tentare di portare la gente in galleria come se andasse in un caffe', l'arte deve trovare sostanzialmente altri canali -dice Pino Molica, impegnato tra le sue gallerie di Roma e New York e autore di un nuovo spazio romano l'''Explorer'' dove l'arte convive in un bar- i galleristi devono essere dei propositori, non solo dei venditori. Il mercato nel nostro paese e' piuttosto vago e dipende, in parte, anche da una legislazione latitante. Perche', ad esempio, non si defiscalizza l'opera d'arte?''. (segue)

(Rem/Gs/Adnkronos)