I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (3): L'INTERNO
I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (3): L'INTERNO

Roma. Giornata convulsa per la maggioranza, scossa dall'intervista di Roberto Maroni pubblicata sul quotidiano 'Il Messaggero'. ''Berlusconi e Fini non perdono occasione per fomentare tensioni sociali'', afferma il ministro dell'Interno, che ha aggiunto: ''Nel governo stanno prevalendo i falchi''. Immediata la reazione di Fini: ''Preferisco pensare che le parole del ministro dell'Interno siano state male interpretate. Probabilmente quella di Maroni e' solo campagna elettorale...'', ha detto il leader di An. ''Senza una smentita, la maggioranza non c'e' piu'. Maroni deve fare macchina indietro oppure la situazione politica si avvita in modo pericolosissimo'', ha avvisato il ministro dei Trasporti Publio Fiori. Dall'opposizione, D'Alema ha parlato di ''rivelazioni'', ed ha aggiunto che le dichiarazioni di Maroni ''confermano cio' che sospettavamo, vale a dire che nel governo esiste una volonta' pregiudiziale di scontro''. Intanto, il gruppo Progressista della Camera ha presentato sull'argomento un interpellanza al presidente del Consiglio. Sulle affermazioni di Maroni, comunque, il governo riferira' lunedi' prossimo in aula. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo.

Roma. Il ministro dell'Interno ha precisato i termini della sue dichiarazioni al 'Messaggero'. ''Non ho mai parlato di 'scontro di piazza' ne' tantomeno ho attribuito al presidente del Consiglio la volonta' di creare incidenti. Ho parlato invece di 'contrapposizione sociale' che e' cosa ben diversa: e cioe' la volonta' di alcuni esponenti della maggioranza di creare una dura contrapposizione tra i ceti sociali da sfruttare politicamente'', ha precisato Maroni. ''Questa linea politica -ha aggiunto il vicepresidente del Consiglio- non puo' e non deve piu' essere la linea del governo Berlusconi perche' essa si' rischia (al di la' delle intenzioni del presidente del Consiglio) di trasformare le crescenti tensioni sociali in scontro di piazza''. Il titolare del Viminale ha poi aggiunto:''Come responsabile dell'ordine pubblico ho il dovere istituzionale, politico e morale di mettere in guardia il presidente del Consiglio da chi, all'interno della maggioranza, gli suggerisce decisioni che oggettivamente inaspriscono questa contrapposizione sociale. Cio' che voglio evitare (e sono sicuro che anche il presidente del Consiglio lo vuole) e' che la dura contrapposizione sulla Finanziaria finisca col diventare un problema di ordine pubblico. Questo mi sembra un atteggiamento altamente responsabile, contrariamente a quello di chi, ancora oggi, ribadisce la richiesta di far intervenire la polizia per risolvere una questione squisitamente politica qual e' la contestazione degli studenti nelle scuole''.

Roma. ''Il governo e' estraneo a questo teatrino di dichiarazioni e di chiacchiere incrociate sul movimento degli studenti e sull'ordine pubblico. Il governo sta esaminando con rispetto e attenzione, senza paternalismo, ma senza alcun nervosismo, le ragioni della protesta studentesca, che sono ragioni antiche di cui portano grande responsabilita' i governi e le politiche scolastiche del passato. Nel frattempo, sarebbe saggio adottare comportamenti responsabili ed evitare di strumentalizzare gli scioperi e le occupazioni delle scuole''. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una dichiarazione.

Roma. ''L'attuale maggioranza e' in crisi ed e' un poblema che devono risolvere da soli. Ma non ci si illuda che dopo questo governo ci possano essere solo le elezioni anticipate. Se questo governo non sara' in grado di governare, dietro l'angolo c'e' un governo del presidente che va alle Camere e chiede la fiducia per fare le necessarie riforme''. Lo ha detto il leader dei Popolari Rocco Buttiglione. ''Non siamo, come sostiene il senatore Previti, in una democrazia diretta. La nostra - ha aggiunto Buttiglione - e' una democrazia parlamentare e nel Parlamento si formano e si sciolgono le coalizioni, e altre se ne creano. Non esiste alcun patto di sangue tra Lega e Alleanza nazionale, ne' tra una parte, maggioritaria, di Forza Italia e Alleanza nazionale. A questa maggioranza non mancano i numeri, manca un progetto politico''.

Roma. Cinque lunghe cartelle per spiegare i perche' della protesta contro la finanziaria, le proposte alternative e la natura delle lotte sindacali: eventi sociali che non si possono esorcizzare definendoli scioperi o manifestazioni politiche. Sergio Cofferati, Sergio D'Antoni e Pietro Larizza, dopo le polemiche dei giorni scorsi, hanno deciso di mettere nero su bianco il loro pensiero e di inviarlo, con una lettera spedita il 17 novembre, ai presidenti della Camera, Irene Pivetti, del Senato, Carlo Scognamiglio e dei gruppi parlamentari. (segue)

(Dis/Bb/Adnkronos)