I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (3): L'INTERNO
I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (3): L'INTERNO

Roma. In relazione alle dichiarazioni del procuratore aggiunto di Palermo Guido Lo Forte, il ministro dell'Interno Maroni conferma -si legge in una nota del Viminale- che l'impegno totale e assoluto delle forze dell'ordine e del ministero dell'Interno nella lotta alla criminalita' organizzata non e' mai venuto meno, come dimostrano le molte brillanti operazioni svolte negli ultimi mesi con l'arresto, tra l'altro, di numerosi e pericolosi latitanti. Quanto al regolamento sui pentiti che viene criticato dal procuratore Lo Forte in quanto si presterebbe ''ad un'interferenza di un organismo amministrativo in attivita' giudiziaria'', il ministro Maroni -prosegue la nota- ricorda senza alcuno spirito polemico, che il regolamento stesso e' stato predisposto e approvato dalla commissione pentiti della quale fanno parte il procuratore di Firenze Pierluigi Vigna e il sostituto procuratore della direzione nazionale antimafia Piero Grasso.

Roma. La questione della riforme elettorale regionale torna nelle mani del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Dopo la mancata approvazione del testo votato all'unanimita' dal Consiglio dei ministri con la sola astensione dei rappresentanti di An da parte della Commissione affari costituzionali della Camera, grazie ai voti di forze che sostengono il governo (FI,AN e CCD) il ministro leghista per le riforme istituzionali Francesco Speroni ha deciso di rimettere nelle mani del presidente del Consiglio la delega per la riforma elettorale regionale. ''E' quindi ora responsabilita' del presidente -afferma Speroni- 'scendere in campo' in questa materia''.

Roma. La pace sociale e' necessaria, ma per ottenerla, questa volta, si e' pagato un prezzo troppo elevato. Con un editoriale pubblicato su Confindustria 2000, il leader degli imprenditori, Luigi Abete, torna sull'accordo sindacati - governo del 30 novembre per affermare che l'intesa ''ha salvaguardato si' la pace sociale, ed e' dunque da questo punto di vista apprezzabile: ma ha avuto un prezzo troppo elevato sotto il profilo del rigore''. Il presidente di Confindustria vede un nesso tra il ''caso Termoli'' e il ''caso pensioni'': entrambi, spiega nel suo editoriale, portano alla luce ''un grave conflitto tra generazioni'', tra chi cerca lavoro e chi ce l'ha. ''Il caso Termoli - afferma Abete - e' un episodio di questo conflitto, di cui la mancata riforma delle pensioni costituisce il capitolo piu' importante''.

Roma. Il dollaro continua a guadagnare valore nei confronti della lira che in Europa, invece, tende a mantenere le precedenti posizioni. Secondo le rilevazioni indicative della Banca d'Italia, la moneta americana e' stata venduta a 1632,12 contro le 1619,74 di mercoledi scorso. Il marco e' stato cambiato a 1032,66 lire (1032,93), il franco francese a 300,91 (300,62), l'Ecu a 1973,56 (1968,79). (segue)

(Dis/Bb/Adnkronos)