PENSIONI: ABETE, UN PREZZO TROPPO CARO PER LA PACE SOCIALE
PENSIONI: ABETE, UN PREZZO TROPPO CARO PER LA PACE SOCIALE
MOLTA IPOCRISIA SUL 'CASO TERMOLI'

Roma, 9 dic.-(Adnkronos)- La pace sociale e' necessaria, ma per ottenerla, questa volta, si e' pagato un prezzo troppo elevato. Con un editoriale pubblicato su Confindustria 2000, il leader degli imprenditori, Luigi Abete, torna sull'accordo sindacati - governo del 30 novembre per affermare che l'intesa ''ha salvaguardato si' la pace sociale, ed e' dunque da questo punto di vista apprezzabile: ma ha avuto un prezzo troppo elevato sotto il profilo del rigore''.

Il presidente di Confindustria vede un nesso tra il ''caso Termoli'' e il ''caso pensioni'': entrambi, spiega nel suo editoriale, portano alla luce ''un grave conflitto tra generazioni'', tra chi cerca lavoro e chi ce l'ha. ''Il caso Termoli - afferma Abete - e' un episodio di questo conflitto, di cui la mancata riforma delle pensioni costituisce il capitolo piu' importante. Ma con una ipocrisia molto italiana, tutti - dai ministri agli uomini di Chiesa, ai sindacalisti - condannano l'episodio, trascurando l'aspetto fondamentale del conflitto generazionale. Sara' perche i lavoratori di Termoli che non vogliono lavorare il sabato sono pochi, mentre coloro che aspirano alla pensione di anzianita' sono molti, ma questo non fa che confermare l'ipocrisia. Chi oggi protesta contro i lavoratori di Termoli - prosegue Abete - e difende il sacrosanto diritto dei giovani molisani a cogliere l'opportunita' di un nuovo lavoro nella loro terra, dovrebbe a maggior ragione battersi per varare al piu' presto la riforma delle pensioni''. (segue)

(Red/As/Adnkronos)