CLOWN: ADDIO, L'ITALIA NON RIDE PIU' (2)
CLOWN: ADDIO, L'ITALIA NON RIDE PIU' (2)
ACQUAVIVA, CULTURALMENTE SUPERATI

(Adnkronos) - ''Poi -si sfoga Palmiri- la verita' e' che il Belpaese e' allergico al sorriso. Fare il clown nel nord Europa e' molto piu' facile. L'italiano pretende di piu', sorride con molta fatica, e' poco 'felliniano'. Difatti, i pagliacci stranieri in Italia fanno fiasco''. Per queste ragioni, allora, ''i clown veri, quelli che sanno essere contemporaneamente attori, giocolieri e acrobati, che sanno cadere, assumere qualsiasi tipo di espressione o darsi le botte in testa, ormai sono ridotti ad una esigua minoranza rispetto ai 1500 artisti circensi. L'ultimo vero clown in Italia -conclude Palmiri- e' stato Charlie Rivels, una vera star, uscito di scena ormai da una decina di anni''.

Per il sociologo Sabino Acquaviva, ''i motivi che stanno base del sorriso sono diversi da quelli di una volta. L'uomo e' cambiato in profondita', ha modificato col tempo la sua personalita'. Si potrebbe dire che c'e' stato, in questo senso, un mutamento culturale''. Per Acquaviva, ''anche la televisione ha fatto la sua parte, offrendo momenti di ilarita' diversi dal quelli circensi. Il clown poi -aggiunge il sociologo- e' espressione di una maniera di vivere che e' molto legata alle cose ed ai comportamenti del singolo, ormai passati. Cosi' come il carnevale ha perso la sua connotazione di grande trasgressione, perche' gli atteggiamenti quotidiani oggi sono piu' liberi, il pagliaccio ha smesso di far ridere''.

(Stg/Pn/Adnkronos)