PENA DI MORTE: SERGIO D'ELIA SU VOTAZIONE ONU
PENA DI MORTE: SERGIO D'ELIA SU VOTAZIONE ONU

Roma, 10 dic. - (Adnkronos) - Sergio D'Elia, segretario di ''Nessuno tocchi Caino'', la lega che insieme al Partito Radicale ha condotto l'iniziativa conclusa ieri con il voto dell'Onu, ha giudicato molto severamente la decisione assunta dalle Nazioni Unite.

''La discussione sulla moratoria delle esecuzioni capitali -afferma D'Elia- e' stata l'occasione di uno scontro durissimo tra coloro che ritengono che la sovranita' degli Stati non debba avere limiti e quelli che dicono che in questo limite esiste e risiede nel diritto internazionale''.

''Singapore -continua D'Elia- e' stato il fantoccio di ben piu' forti nazionalismi. Il suo emendamento, che ha vinto di pochi voti e ha stravolto la risoluzione italiana, affermava in pratica: lo stato nazionale e' una sfera inviolabile e opaca, all'interno della quale tutto e' permesso. A ben vedere non sono stati sconfitti gli abolizionisti sulla pena di morte ma, ben piu' grave, gli internazionalisti e le Nazioni Unite, cioe' i fautori del principio che la legittimita' degli Stati debba risiedere piu' che all'interno dei confini nazionali, sul riconoscimento internazionale del rispetto, all'interno di quei confini, di alcuni fondamentali diritti della persona''.

''Merito degli abolizionisti -conclude D'Elia- e' stato di aver rivelato sulla pena di morte un problema che riguarda il ruolo, le prerogative e il futuro della Nazioni Unite''.

(Red/Zn/Adnkronos)