SCOPELLITI: AL PROCESSO, PARLA IL PENTITO LAURO
SCOPELLITI: AL PROCESSO, PARLA IL PENTITO LAURO

Reggio Calabria, 10 dic. (Adnkronos) - Il collaboratore di giustizia, Giacomo Lauro, esponente di spicco della 'ndrangheta, nonche' ''consigliere'' dei boss, Pasquale Condello ed Antonino Imerti, ha deciso di ''parlare'' rendendo la propria deposizione, dopo l'ex capo della Polizia Parisi.

Lauro ha confermato il quadro accusatorio, sostenendo che ad ordinare alla 'ndrangheta l'assassinio del giudice Scopelliti furono i vertici di ''cosa nostra'', ed ha aggiunto tra l'altro che ''la pace che le cosche della 'ndrangheta sancirono nei primi mesi del '92 fu raggiunta grazie all'omicidio del giudice Scopelliti''.

Lauro, si e' poi soffermato sulle motivazioni che indussero la mafia ad eliminare il magistrato, dicendo: ''so che l'eliminazione del magistrato era ritenuta necessaria da cosa nostra per consentire che la pubblica accusa del maxiprocesso fosse sostenuta da un magistrato meno intransigente. Pensavano, in particolare, che il Pm designato al posto di Scopelliti, Giovanni Suraci, fosse piu' addomesticabile. Ma non so se cio' fosse vero''. In precedenza, infatti, secondo Lauro, era andato a vuoto un tentativo della mafia di contattare il magistrato, per convincerlo ad un accomodamento del maxiprocesso, fatto attraverso la massoneria ''alla quale il magistrato ucciso era vicino''. Il processo riprendera' il 10 gennaio prossimo.

(Nsp/Gs/Adnkronos)