I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (3): L'INTERNO
I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (3): L'INTERNO

Roma. Con un lunghissimo intervento (38 minuti), Silvio Berlusconi ha aperto la tradizionale conferenza stampa di fine anno riservata al presidente del Consiglio. Ha ripercorso passo dopo passo il cammino dell'ultimo anno: dalla decisione di candidarsi alle elezioni alle dimissioni di ieri. Poi, sfogliando un blocco di appunti, ha fatto un elenco puntiglioso delle realizzazioni del suo governo: a partire dalla legge finanziaria fino ai provvedimenti minori. ''Immaginate -ha detto alla fine- che cosa avremmo potuto fare se ci avessero lasciato lavorare. Forse il doppio. Io spero che la gente capisca dove sta il torto e dove la ragione. Capisca che se siamo in questa situazione e' perche' il paese e' passato in una maniera quasi schizofrenica da un governo all'altro, perche' le persone che l'hanno governato sono venute solo dalla politica e dall'universita' mentre l'esperienza che ci vuole per affrontare i problemi di una azienda come il paese e' molto piu' vasta. Capisca come sarebbe difficile per un governo nuovo conoscere bene la macchina dello Stato''.

Roma. Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ha iniziato oggi le consultazioni a seguito delle dimissioni del Governo Berlusconi. Il Capo dello Stato si e' recato, in mattinata, presso l'abitazione del senatore a vita Giovanni Leone. Alle 17 sara' ricevuto al Quirinale Francesco Cossiga.

Roma. ''Dire che la situazione e' seria e' una ovvieta'. E' inutile nasconderlo: nella Lega ci sono tensioni. Ci sono uomini filo-berlusconiani. La verita' e' che e' nata una componente filo-berlusconiana, filo-peronista. Ma Maroni deve capire che c'e' una certa differenza fra componente 'maroniana' e 'peroniana'. Un varco c'e' ancora: io ne sono convinto e confido nel varco. Ora vedremo come andra' a finire... A decidere sara' la forza, sara' il braccio di ferro''. Cosi' Umberto Bossi, dopo i due incontri prima a piu' voci e poi a quattr'occhi con Roberto Maroni.

Roma. Il traguardo di una ritrovata unita' della Lega e', a giudizio di Maroni, un traguardo ''possibile''. ''Io sono ottimista - ha detto il ministro dell'Interno, conversando con i giornalisti a Montecitorio - Il nostro obiettivo e' restituire unita' alla Lega rafforzandone l'immagine. Il resto sono chiacchiere. Con Bossi abbiamo discusso in profondita' di queste cose e il 27 dicembre ci sara' una riunione di tutto il gruppo della Lega. Credo proprio che in quella occasione sara' possibile trovare una soluzione intelligente ai problemi che oggi abbiamo dinanzi a noi. Quanto a elezioni subito, non sarebbe quella giusta da percorrere. Piuttosto si dovra' arrivare ad un nuovo governo, per consentire al Parlamento di fare alcune cose importanti per poi andare a votare''. Il ministro non sembra credere all'ipotesi di un Berlusconi-bis: ''Vi pare -ha osservato- che si sarebbe fatto tutto questo casino per poi arrivare ad una soluzione del genere?''.

Roma. ''Ho suggerito ai deputati riformatori di dimettersi. Occorre un'iniziativa politica classica e democratica, contro l'imbarbarimento e la stupidita' della 'destra' e della 'sinistra'''. E' quanto ha reso noto Marco Pannella. Al Presidente della Repubblica, il leader dei Riformatori ha segnalato che ''la sovranita' popolare referendaria sta per essere stracciata, come e piu' dell'altra''.

Milano. Un italiano su due vorrebbe Antonio Di Pietro presidente del Consiglio. Secondo un sondaggio telefonico della Directa, condotto su 1.015 interviste distribuite in 82 comuni, il 50 per cento degli interpellati propone come primo ministro il magistrato, seguito da Francesco Cossiga (con il 13,8 pc), Roberto Maroni (8,2 pc), Romani Prodi (8,0 pc). Seguono tre 'candidati' che ottengono percentuali molto vicine al 5 per cento: Carlo Scognamiglio (4,7 pc), Irene Pivetti (4,4 pc) e Mario Segni (4,3 pc). Chiudono la classifica Marco Pannella (con il 3,3 pc delle preferenze), Lamberto Dini (1,3 pc) e Giuliano Urbani (1,0 pc). La grande maggioranza degli italiani in ogni caso (il 72,8 pc) e' favorevole ad un nuovo Governo con un nuovo presidente del Consiglio, al di sopra delle parti, appoggiato da parlamentari di diverse tendenze politiche, per fare alcune riforme e poi votare, mentre i contrari sono il 27,2 per cento. Su cento italiani, inoltre, 12,1 si e' rifiutato di rispondere.

Milano. Dopo l'inversione di tendenza che ieri ha fatto registare una seduta negativa dopo i cinque rialzi precedenti, oggi Piazza Affari si e' svegliata con una tendenza al rialzo che via via la seduta va confermando. Alle 12.30 l'indice telematico e' a quota 10.061 (+0,52 per cento). Tra le blue-chips da notare il buon comportamento che stanno tenendo le Fiat con le ordinarie in rialzo dell'1,65 per cento a 5.895 lire.

Roma. Il debito del settore statale e' ammontato, nello scorso mese di settembre, a 1.917.519 miliardi, con un aumento del 9,2 pc rispetto al settembre 1993. La cifra e' contenuta nell'ultimo bollettino della Banca d'Italia, aggiornata rispetto a quello precedente in cui per settembre si stimava un debito inferiore di circa 21 mila. Per quanto riguarda la composizione del debito, rispetto ad agosto il bollettino rileva un aumento di 29.929 miliardi del debito interno, pari a 1.795.243 miliardi, mentre quello estero si e' leggermente ridotto a settembre e ancora di piu' ad ottobre (73.649 miliardi, 1.653 miliardi in meno). (segue)

(Dis/As/Adnkronos)