GRUPPI IN CRISI: 1995, ANNO DELLA RINASCITA (4)
GRUPPI IN CRISI: 1995, ANNO DELLA RINASCITA (4)
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(Adnkronos) - Non per tutti i grandi malati, pero', la fine dell'anno coincidera' con la fine delle preoccupazioni. Per ragioni diverse due grandi nomi dell'imprenditoria italiana, Ligresti e Arvedi, continuano a trovare delle difficolta' lungo la via della completa guarigione. Il risanamento del gruppo dell'imprenditore siciliano, va avanti ma incontra qualche difficolta' per la crisi che ha colpito il settore immobiliare. Indebitato per 1500 miliardi verso 36 banche, il gruppo si era affidato alle cure di Mediobanca per evitare il collasso. Il piano di salvataggio prevedeva il congelamento dei debiti per sei mesi ad un tasso vicino al 5 per cento ed una serie di interventi finanziari che pero' avevano la loro chiave di volta nel successo del programma di vendite di alberghi, cliniche e immobili vari in portafoglio alla Premafin, holding del gruppo.

Per Arvedi invece i problemi sono di altra natura. I responsabili di alcune tra le 48 banche verso le quali Arvedi ha accumulato oltre 1.100 miliardi di debito, dubitano dell'effettiva competitivita' del gruppo e si domandano se valga la pena di salvarlo. Mediobanca ha costruito un piano di risanamento che prevede la dismissione delle attivita' non strategiche dell'imprenditore cremonese che dovrebbe concentrarsi sul business dei tubi e dei nastri di qualita' in acciaio al carbonio e inox. Le banche pero' sono scettiche perche' giudicano scadente e quantitativamente limitata la produzione dei suoi stabilimenti e quindi avrebbero difficolta' a mantenersi sul mercato.

Arvedi e Ligresti, pero', sono in buona compagnia nella ricerca di una via definitiva al risanamento ed al rilancio. C'e' la Tripcovich, in cura alla Bil, che sta lottando per raggiungere il quorum richiesto dalle banche creditrici. Il colosso triestino della logistica e dei trasporti deve ristrutturare debiti per 600 miliardi. C'e' la Beni Stabili, del gruppo Uno Holding, che proprio per domani, 28 dicembre ha convocato un'assemblea straordinaria per deliberare un abbattimento del capitale per perdite e proporre un aumento di capitale da oltre 500 miliardi. E c'e' la Trevitex, la finanziaria tessile della famiglia delle Carbonare. Dopo aver ceduto ad una societa' svizzera il Cotonificio Olcese, ha dovuto affrontare nuove perdite ed aprire il suo capitale azionario alle banche che hanno convertito 300 miliardi di debiti in partecipazioni nel capitale. Per tutti questi, sara' forse il 1995 l'anno della riscossa.

(Maz/Gs/Adnkronos)