ISTAT: L'ITALIANO INVECCHIA COL TELECOMANDO IN MANO
ISTAT: L'ITALIANO INVECCHIA COL TELECOMANDO IN MANO
RISALE LA POPOLAZIONE, ADDIO AL CINEMA

Roma, 27 dic. (Adnkronos) - Invecchiato, sempre piu' teledipendente, fortemente preoccupato per il proprio lavoro. E' l'italiano negli anni della recessione: la fotografia scattata dall'Istat lo immortala cosi' in un anno, il 1993, in cui la popolazione e' cresciuta per effetto dei flussi migratori mentre le nascite e i matrimoni hanno toccato il minimo storico e la vita media ha superato gli 80 anni per le donne e i 73 anni e mezzo per gli uomini, gli occupati sono scesi a 20 milioni e 427 mila rispetto ai 21 milioni dell'inizio del decennio e la presenza della Tv e' diventata sempre piu' capillare come testimonia il numero degli abbonamenti ad uso privato che ha sfiorato i 15,6 milioni. E, intanto, vengono disertate le sale cinematografiche, per non parlare dei musei; le scuole sono sempre meno affollate, e tra le piu' frequenti cause di morte vi sono le malattie circolatorie e i tumori.

Un anno, insomma, con molti record di segno negativo, a cominciare dai dati relativi alla popolazione. Le nascite sono scese a 560.768 e matrimoni hanno denunciato una diminuzione che li ha portati al minimo assoluto di 292.632. Eppure la popolazione e' cresciuta: a causa delle immigrazioni nel nostro Paese, i residenti nel 1993 sono saliti a 57.114.161 unita'. Da ricordare che gli italiani, al censimento dell'ottobre del 1991, erano 56.778.031 con un aumento di 221.120 unita' rispetto al censimento del 1981. (segue)

(Mcc/Gs/Adnkronos)