''PRET A PORTER'': UN CAOS, PER CRITICA USA
''PRET A PORTER'': UN CAOS, PER CRITICA USA

Hollywood, 27 dic. (Adnkronos) - Al regista Robert Altman piacciono le ''ammucchiate'', cinematograficamente parlando. Alla critica statunitense, un po' meno. Dopo i grandi consensi ottenuti dai cinefili europei per i suoi due precedenti film-corali ''I protagonisti'', premiato nel 1992 a Cannes per la migliore regia, e ''America oggi'', Leone d'oro ex aequo nel 1993 a Venezia, per il grande Altman e' arrivata l'ora della stroncatura per ''Pret a porter'', pellicola ambientata nel mondo dell'alta moda parigina.

''L'ultimo di Altman e' un pasticcio che pretende di essere un film - tuona Kenneth Turan del Los Angeles Times - un ammasso di personaggi in cerca d'autore. In un delirio di stanze d'albergo, bagagli perduti, sfilate, incontri sessuali casuali e repentini, si muovono piu' di due dozzine di personaggi i cui destini si scontrano con la stessa casualita' e logica di quella delle autoscontro delle giostre con l'apparente filo conduttore delle indagini per la misteriosa morte dello stilista Olivier de la Fontaine''. ''Guardando ''Pret a porter''- continua Turan- si ha l'impressione che neanche Altman e la sua cosceneggiatrice Barbara Shulgasser avessero un idea precisa di quello che scrivevano, una sorta di ''Andiamo a Parigi e vediamo che succede''. (segue)

(Stg/Gs/Adnkronos)