SANITA': L'ULTIMATUM DI FARMINDUSTRIA
SANITA': L'ULTIMATUM DI FARMINDUSTRIA

Roma, 10 gen. (Adnkronos) - Calo di fatturato a fine '95 calcolabile in 1500 miliardi, crollo degli investimenti del 25 per cento, perdita di migliaia di posti di lavoro, un tetto di spesa farmaceutica (9mila miliardi) insufficiente che colloca l'Italia all'ultimo posto in Europa. Farmindustria prende posizione contro la ''non politica farmaceutica'' italiana e, denunciando soprattutto le ''grossolane illegittimita' nell'operato della Cuf e del Cipe'', dati alla mano, da' l'ultimatum alle istituzioni: se si vuole voltare pagina e salvare la sanita' bisogna ''ripristinare regole certe e trasparenti nei rapporti tra industria e pubblica amministrazione'' e riattivare immediatamente il dialogo tra Stato, imprese e sindacati inaugurato con il tavolo 'triangolare' dell'8 settembre scorso a palazzo Chigi.

Nessuna metafora per il presidente di Farmindustria, Francesco Costantini; il direttore generale, Franco Zacchia ed i vice presidenti Emilio Stefanelli ed Emilio Pate', che hanno parlato di ''un progressivo inaridimento del settore che rischia di trasformarsi in un grande magazzino per la distribuzione di farmaci prodotti all'estero''. Un atto di accusa, quello dei vertici dell'associazione, che non risparmia l'ultima legge finanziaria, rea di ''accentuare il distacco dell'Italia dall'Europa e di accelerare la corsa verso il medioevo farmaceutico fissando il tetto di spesa farmaceutica piu' basso d'Europa, con una diminuizione del 40 per cento negli ultimi quattro anni (da 15 a 9mila miliardi)''. (segue)

(Dis/Gs/Adnkronos)