ARTE MODERNA: I PRIMI PASSI DELLA NUOVA GALLERIA COMUNALE (3)
ARTE MODERNA: I PRIMI PASSI DELLA NUOVA GALLERIA COMUNALE (3)

(Adnkronos) - In palazzo Braschi, nel sopralluogo dell'ottobre '93 emerse, davanti al magistrato, ai carabinieri del nucleo speciale per la tutela dei beni culturali e a pochi cronisti, il quadro di una devastazione: grandi gessi ammucchiati sul pavimento e coperti di guano, insieme ad altri reperti, compresi i manichini di un'eta remota che rievocavano le ''muse inquietanti'' di de Chirico.

Il soprintendente Bonasegale ha rapidamente inventariato il tutto, tra cui un autoritratto del Canova.

Il mistero delle stanze segrete di Palazzo Braschi potrebbe spiegare anche il mistero delle ''430 opere trafugate'' dalla Galleria comunale d'arte moderna, ubicata per decenni negli scantinati del medesimo palazzo. Pare che piu' di trafugamento si sarebbe trattato di una serie di prestiti.

Alla nuova amministrazione si deve il merito di aver attuato un vasto 'scavo archeologico' nei tesori d'arte (di proprieta' comunale) e di aver provveduto al recupero -che sara' confermato ufficialmente solanto con la mostra di Via Crispi- di una parte delle 430 opere ''trafugate'' (denuncia dell'assessore alla cultura, Paolo Battistuzzi, nell'ottobre del 1991).

La vicenda della Galleria e' tormentata come e' sempre nella storia di Roma.

Il primo nucleo di opere -tra le quali 40 acquerelli di Roesler Franz- fu acquistato dal Comune nel 1883, all'esposizione internazionale. Nel 1913 la donazione Rodin che incoraggia la definitiva istituzione di una galleria d'arte moderna. Il tempo passa e, dopo le nuove acquisizioni del 1931, la nascente collezione viene sistemata in Palazzo Caffarelli.(Segue)

(Pal/As/Adnkronos)