TV: OSSERVATORE ROMANO, ''UNA MICCIA PER I BAMBINI''
TV: OSSERVATORE ROMANO, ''UNA MICCIA PER I BAMBINI''

Roma, 18 gen. (Adnkronos) - ''Il bambino di Rieti terrorizzato da un mostro di uno spot pubblicitario inserito tra cartoni animati non e' un episodio marginale ne' isolato''. Con queste parole L'''Osservatore Romano'', in edicola domani, mette in guardia dagli ''effetti devastanti provocati dalla trasmissione dello spot pubblicitario'' avvertendo che ''l'orrore in Tv puo' rappresentare una miccia accesa contro i bambini''.

La televisione, sostiene padre Gino Concetti nel suo articolo, e' diventato un surrogato della 'nonna' o della 'collaboratrice familiare'.''Per farlo stare zitto e buono, si colloca il bambino davanti al televisore. Nel vedere le immagini muoversi, danzare sullo schermo, comparire e sparire, nell'udire suoni e voci, il bambino si dimostra interessato e profondamento preso''.

Il bambino, pero', non e' ''un estraneo, un oggetto di pietra o marmo: e' un essere umano nei suoi primi anni di sviluppo''e ''contrariamente a quanto si pensa e' un soggetto estremamemente ricettivo, piu' sensibile di un nastro o un disco che si voglia incidere. Le reazioni del bambino sfuggono anche agli osservatori piu' acuti e costituiscono motivo di riflessione ed analisi solo quando esplodono in segni e manifestazioni conturbanti, come nel caso del bambino reatino. Allora, e solo allora, i genitori prendono coscienza dell'incidenza delle trasmissioni televisive''.

Inserire nei programmi destinati ai bambini una tipologia di pubblicita' mostruosa, conturbante o ispirata all'orrore, sostiene ancora l'articolo, ''e' come gettare benzina sul fuoco, mentre sta bruciando una catasta di legna secca, e' come collocare del tritolo in una casa soggetta a deflagrazione''.''

(Sin/As/Adnkronos)