REFERENDUM: GIUGNI, SI PUO' EVITARE QUELLO SULLE DELEGHE
REFERENDUM: GIUGNI, SI PUO' EVITARE QUELLO SULLE DELEGHE
COME MODIFICARE L'ART. 26

Roma, 18 gen. - (Adnkronos) - Si puo' evitare il referendum per l'abrogazione delle deleghe sindacali, previste dall'art. 26 dello Statuto dei Lavoratori. Lo afferma Gino Giugni, ''padre'' dello Statuto stesso, spiegando che basterebbe ''ritoccare l'articolo in questione, specificando che la delega firmata dal lavoratore ha una durata limitata nel tempo, per esempio tre anni. In questo modo - sottolinea Giugni - si avrebbe una modifica sostanziale che darebbe alla Cassazione la possibilita' di annullare il referendum, cosi' come e' gia' avvenuto in passato''.

L'ex ministro del Lavoro, in un articolo che compare su 'Libereta' (il mensile edito dai Pensionati della Cgil), precisa che il referendum, anche se vincesse l'abrogazione, non avrebbe comunque alcun effetto ''pratico'': ''com'e' noto - spiega - il pagamento del contributo sindacale da parte del lavoratore tramite ritenuta nella busta paga e' previsto e regolamentato dai contratti nazionali di lavoro. Che naturalmente non possono essere abrogati, trattandosi di una fonte autonoma di obblighi, e che, per la parte riguardante questa normativa, si collegano a una catena di contratti che risale agli anni 60. Quindi, e' chiaro che il referendum e' una questione squisitamente politica''. Una tesi dimostrata ampiamente anche dal fatto che ''secondo Pannella, si tratterebbe di abolire una trattenuta obbligatoria. Il che e' assolutamente falso: dal momento che c'e' una dichiarazione di volonta' all'inizio, la delega puo' essere revocata dai lavoratori in qualsiasi momento. La trattenuta obbligatoria- ricorda Giugni - c'era, invece, ai tempi del fascismo: e siccome ritengo che i promotori del referendum non agiscano in base all'ignoranza, sono propenso a pensare che siano in malafede''. (segue)

(Nnz/Gs/Adnkronos)