EDITORIA: CRISI DEI GIORNALI - SERVENTI LONGHI
EDITORIA: CRISI DEI GIORNALI - SERVENTI LONGHI

Roma, 31 gen. (Adnkronos) - ''Noi siamo i primi a riconoscere che la crisi esiste. E ne siamo talmente consapevoli che siamo disposti a ragionare sul contratto di lavoro tenendo fortemente conto, proprio adesso che andiamo a rinnovarlo, del problema della crisi nei diversi settori del mondo editoriale''. Lo ha detto il presidente dell'Associazione Stampa Romana, Paolo Serventi Longhi, interpellato dall'Adnkronos sui dati Eurispes che evidenziano la crisi dell'editoria e alla vigilia dell'Assemblea della Ficg, preceduta dalla presentazione dei dati sullo stato del settore.

''E' chiaro -ha aggiunto Serventi Longhi- che un piccolo quotidiano, un piccolo periodico, una piccola emittente ben difficilmente puo' applicare il contratto di lavoro giornalistico cosi' com'e' ora, che e' molto oneroso. Quindi, siamo disposti a fare un passo per flessibilizzare il piu' possibile la contrattazione di categoria. Pero', dall'altra parte ci vuole una corrispondente forte managerialita'''.

Serventi Longhi ha rilevato che ''la crisi e' trasversale: investe sia l'editoria quotidiana, sia i periodici, sia l'emittenza radiotelevisiva''. E ha sottolineato che ''da un lato deve crescere la managerialita' nel sistema dell'informazione. Se un'impresa nasce, deve nascere su basi solide, altrimenti e' meglio che non nasca''. Dall'altro lato, ''bisogna investire sul patrimonio umano. Quindi gli editori devono investire sui giornalisti, su chi fa informazione, ha un codice deontologico, applica un contratto di lavoro su basi paritarie. Questi sono elementi fondamentali ed essenziali''.

(Rgg/As/Adnkronos)