EGITTO: PROCESSO MILITARE PER 51 DELLA JIHAD
EGITTO: PROCESSO MILITARE PER 51 DELLA JIHAD

Il Cairo, 7 feb. (Adnkronos/Dpa) - Il Pubblico Ministero egiziano ha messo in stato d'accusa 51 persone per il coinvolgimento in uno sventato complotto con cui la ''Jihad'' avrebbe voluto far ''saltare'' alcuni punti nevralgici del paese. Nel mirino dei terroristi islamici, il quartier generale del ministero della Difesa, i ministeri degli Affari Esteri, degli Interni, dell'Informazione, nonche' alcune centrali elettriche e la metropolitana del Cairo. Dei 51 accusati, per cui e' stato chiesto il massimo della pena, dieci rischiano la pena capitale. Il verdetto finale spettera' al tribunale militare del Cairo, cui e' stato deferito il processo.

Tutti gli accusati sono stati posti sotto custodia cautelare ad eccezione del presunto leader della Jihad, Yassir al Sirri, condannato a morte in contumacia per aver finanziato il fallito attentato che nel 1993 avrebbe dovuto causare la morte del primo ministro egiziano Atef Sidki. Secondo l'accusa infatti, e' da un conto estero di Sirri che giunse il denaro per ingaggiare il killer Hussein Abbas Mohamed, poi incassato dalla sorella. La donna, Aziza Abbas Mohamed, tuttora latitante, oltre all'incriminazione per complicita' e' stata accusata di essere il ''ponte radio'' attraverso cui comunicavano tre capi della Jihad, tutti condannati alla pena capitale, tra cui suo marito Nabil Abdel-Meguid al Maghrabi. (segue)

(Stg/Gs/Adnkronos)